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IL GENERALE FILIPPO CARUSO E LA SUA ORGANIZZAZIONE A ROMA
                              NEI NOVE MESI DELL’OCCUPAZIONE NAZIFASCISTA




                     ➢ la prima, che va dalla data dell’armistizio alla cattura e deportazione dei
               militari dell’Arma in servizio nella Capitale (7 ottobre 1943), è caratterizzata da
               un fermo atteggiamento di resistenza passiva e di sistematico boicottaggio agli
               ordini delle autorità occupanti. Tale atteggiamento […] fu spontaneo, e nacque
               come per un tacito accordo tra i più umili gregari, sovente in contrasto con le
               direttive provenienti dall’alto, che, tanto per salvare le apparenze, raccomanda-
               vano la scrupolosa osservanza degli ordini impartiti dalle autorità, specie per
               quanto riguardava il rispetto dei bandi che intimavano la consegna delle armi e
               la ripresentazione in servizio dei soldati sbandatisi dopo l’armistizio ;
                                                                                 (42)
                     ➢ la seconda, che va da ottobre 1943 a gennaio 1944, è contraddistinta da
               azioni che, pur rimanendo nei canoni del Trattato di Québec furono molto inci-
               sive e operarono in molti settori, in particolare i tenenti Filippi e Cassanese, si
               adoperarono nel danneggiare aerei della stazione radio trasmittente di Roma I,
               e, quindi, ostacolare, la propaganda nazi-fascista per intervenire interrompendo
               le linee ferroviarie ad intenso traffico e i percorsi stradali e i ponti, eventualmen-
               te con l’uso di esplosivi; sabotando cavi telefonici ed elettrici; spargimento di
               chiodi a tre punte sulle strade più battute dai nemici; propaganda antinazista a
               mezzo stampa; di togliere dagli “uffici di censura” lettere compromettenti o
               eventuali denunce anonime contro gli oppositori dei nazifascisti .
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                     La resistenza è stato un fenomeno sviluppatosi in alcune individualità, tra
               tutte vorrei ricordare il brigadiere Angelo Ioppi, arrestato il 17 marzo 1944, che
               riuscì ad evadere da via Tasso all’atto della Liberazione, fabbricò ordigni esplo-
               sivi che utilizzava contro i tedeschi. Tra le azioni si ricorda la distruzione di un
               autoveicolo con circa trenta fusti di benzina, in un autoparco situato nei pressi
               dell’ospedale “littorio”, nel dicembre 1943. Ed ancora il 14 gennaio lanciava due
               bombe nel cortile interno del comando della polizia tedesca in Via Tasso. Nel
               mese di gennaio, distrusse, utilizzando due bombe, un intero autotreno tedesco
               con ottanta fusti di benzina, in sosta al Viale Africa . Rilevante è stata l’attività
                                                                (44)
               svolta dai militari inquadrati nel nucleo “Viale Mazzini” fra i quali si distinsero il
               brigadiere Angotzi Costantino e il vicebrigadiere Lionti Angelo che riuscirono a
               sottrarre armi e viveri al nemico, per distribuirli ai militari del proprio nucleo. Ma
               l’azione di sabotaggio più importante, e per l’audacia con cui venne condotta, e
               per  il  successo  veramente  notevole  ottenuto,  fu  quella  eseguita  nel  dicembre
               1943  sulla  linea  Roma-Napoli-Via  Cassino  in  prossimità  di  S.  Cesareo,  dove,
               mediante l’allentamento dei bulloni e l’asportazione di alcune traverse di soste-
               gno ai binari, fu provocato il deragliamento di un convoglio militare germanico.

               (42)  Cfr. F. CARUSO, Ibidem, pag. 28.
               (43)  Cfr. F. Caruso, Ibidem, pag. 28.
               (44)  Cfr. F. CARUSO, Ibidem, pag. 29.

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