Page 209 - Rassegna 2020-3
P. 209
IL GENERALE FILIPPO CARUSO E LA SUA ORGANIZZAZIONE A ROMA
NEI NOVE MESI DELL’OCCUPAZIONE NAZIFASCISTA
vigilare per impedire eventuali tentativi di guastatori tedeschi tendenti a distrug-
gere i ponti sul Tevere. Inoltre dovevasi provvedere con duecento uomini a pre-
sidiare il Ministero della guerra e con centocinquanta uomini il Forte Boccea .
(52)
L’aspetto più negativo della notizia dello sbarco alleato è stato, tra gli antifa-
scisti, l’abbassamento delle misure di sicurezza. Il 23 gennaio 1943 furono arre-
stati dalle SS De Carolis Capo di S.M. dei CC.RR., Aversa e Frignani, intervenuti
all’incontro clandestino fissato intorno alle ore 11:00, in via G. Battista de’ Rossi
n. 20, rifugio del tenente colonnello Frignani. Lo stesso giorno venivano arrestate
la signora Lina Frignani e la cameriera, rinchiuse nelle carceri di via Tasso.
Larussa, coinquilino del tenente Frignani, nel descrivere questo arresto
sottolineando la capacità organizzativa dei carabinieri, afferma: “quando seppi che
i carabinieri venivano rastrellati dai tedeschi mi prodigai per fare avere qualche indumento
mio personale ai benemeriti militi che indossavano gli abiti civili per sfuggire alla cattura dei
tedeschi. Sapevo benissimo che l’organizzazione clandestina dei carabinieri era assai temuta
dai tedeschi perché, data l’entità ed il perfetto inquadramento ed armamento dei carabinieri,
la ritenevano l’unica organizzazione che avesse potuto loro veramente nuocere al momento
propizio. […] Era opinione diffusa in Roma che i carabinieri dell’organizzazione si sareb-
bero mossi con forze rilevanti soltanto al momento della azione e non prima, in quanto un
loro intervento prematuro avrebbe cagionato migliaia di vittime innocenti fra la popolazione
romana, a seguito dell’inevitabile e feroce rappresaglia tedesca” .
(53)
Il 24 successivo il maggiore di S.M. Guercio Romolo, che era stato sempre
a fianco del capitano Aversa ospitandolo e dividendo con lui le stesse ansie, la
stessa passione e gli stessi rischi, volle andare con la moglie di Aversa alla ricerca
del collega e cadde anch’egli nella trappola delle SS tedesche che erano rimaste
appostate in casa del Frignani.
Il 25 gennaio 1944 in occasione di una riunione clandestina con il generale
Armellini, il Colonnello di S.M. Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo,
responsabile del Fronte Militare Clandestino, viene arrestato dai nazisti assieme
a Filippo De Grenet e anche loro saranno rinchiusi nelle carceri di via Tasso.
Il generale Armellini comandante del Fronte militare clandestino, il 25
(54)
gennaio 1944 fu obbligato a sostituire il maggiore De Carolis con il capitano
Pietro Manconi, Frignani con il colonnello Amilcare Patrignani, il capitano
Aversa con Giorgio Geniola collocandolo nelle fila dello S.M. a coordinare
(52) Cfr. F. CARUSO, Ibidem, pagg. 34-35.
(53) Cfr. F. CARUSO, Ibidem, pag. 37.
(54) Dal 25 gennaio 1944, dopo l’arresto di Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo fino al
marzo 1944 è stato capo del Fronte Militare Clandestino della Resistenza romana. Fu sosti-
tuito dal generale Roberto Bencivenga, dopo la Liberazione di Roma, e la fine della guerra,
resse i comandi militari territoriali di Udine e quindi di Palermo venendo poi nominato pre-
sidente del Consiglio Supremo delle Forze armate italiane.
205

