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IL GENERALE FILIPPO CARUSO E LA SUA ORGANIZZAZIONE A ROMA
                              NEI NOVE MESI DELL’OCCUPAZIONE NAZIFASCISTA



               vigilare per impedire eventuali tentativi di guastatori tedeschi tendenti a distrug-
               gere i ponti sul Tevere. Inoltre dovevasi provvedere con duecento uomini a pre-
               sidiare il Ministero della guerra e con centocinquanta uomini il Forte Boccea .
                                                                                         (52)
                     L’aspetto più negativo della notizia dello sbarco alleato è stato, tra gli antifa-
               scisti, l’abbassamento delle misure di sicurezza. Il 23 gennaio 1943 furono arre-
               stati dalle SS De Carolis Capo di S.M. dei CC.RR., Aversa e Frignani, intervenuti
               all’incontro clandestino fissato intorno alle ore 11:00, in via G. Battista de’ Rossi
               n. 20, rifugio del tenente colonnello Frignani. Lo stesso giorno venivano arrestate
               la signora Lina Frignani e la cameriera, rinchiuse nelle carceri di via Tasso.
                     Larussa, coinquilino del tenente Frignani, nel descrivere questo arresto
               sottolineando la capacità organizzativa dei carabinieri, afferma: “quando seppi che
               i carabinieri venivano rastrellati dai tedeschi mi prodigai per fare avere qualche indumento
               mio personale ai benemeriti militi che indossavano gli abiti civili per sfuggire alla cattura dei
               tedeschi. Sapevo benissimo che l’organizzazione clandestina dei carabinieri era assai temuta
               dai tedeschi perché, data l’entità ed il perfetto inquadramento ed armamento dei carabinieri,
               la ritenevano l’unica organizzazione che avesse potuto loro veramente nuocere al momento
               propizio. […] Era opinione diffusa in Roma che i carabinieri dell’organizzazione si sareb-
               bero mossi con forze rilevanti soltanto al momento della azione e non prima, in quanto un
               loro intervento prematuro avrebbe cagionato migliaia di vittime innocenti fra la popolazione
               romana, a seguito dell’inevitabile e feroce rappresaglia tedesca” .
                                                                   (53)
                     Il 24 successivo il maggiore di S.M. Guercio Romolo, che era stato sempre
               a fianco del capitano Aversa ospitandolo e dividendo con lui le stesse ansie, la
               stessa passione e gli stessi rischi, volle andare con la moglie di Aversa alla ricerca
               del collega e cadde anch’egli nella trappola delle SS tedesche che erano rimaste
               appostate in casa del Frignani.
                     Il 25 gennaio 1944 in occasione di una riunione clandestina con il generale
               Armellini,  il  Colonnello  di  S.M.  Giuseppe  Cordero  Lanza  di  Montezemolo,
               responsabile del Fronte Militare Clandestino, viene arrestato dai nazisti assieme
               a Filippo De Grenet e anche loro saranno rinchiusi nelle carceri di via Tasso.
                     Il generale Armellini  comandante del Fronte militare clandestino, il 25
                                         (54)
               gennaio 1944 fu obbligato a sostituire il maggiore De Carolis con il capitano
               Pietro  Manconi,  Frignani  con  il  colonnello  Amilcare  Patrignani,  il  capitano
               Aversa  con  Giorgio  Geniola  collocandolo  nelle  fila  dello  S.M.  a  coordinare


               (52)  Cfr. F. CARUSO, Ibidem, pagg. 34-35.
               (53)  Cfr. F. CARUSO, Ibidem, pag. 37.
               (54)  Dal 25 gennaio 1944, dopo l’arresto di Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo fino al
                     marzo 1944 è stato capo del Fronte Militare Clandestino della Resistenza romana. Fu sosti-
                     tuito dal generale Roberto Bencivenga, dopo la Liberazione di Roma, e la fine della guerra,
                     resse i comandi militari territoriali di Udine e quindi di Palermo venendo poi nominato pre-
                     sidente del Consiglio Supremo delle Forze armate italiane.

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