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TRIBUNA DI STORIA MILITARE



             riuscita a guadagnarsi interamente la fiducia del colonnello, tanto da diventare
             uno  strumento  attivo  dell’organizzazione  clandestina.  Poté  quindi  assistere
             sovente ai colloqui che si tenevano tra Frignani, Aversa, Caruso, e apprendere
             così informazioni sull’attività del movimento, sui piani in procinto di essere rea-
             lizzati e sull’ubicazione dei depositi di armi. Ogni giorno veniva a conoscenza
             di nuovi importanti particolari sul Fronte militare ed i suoi membri. Non a caso,
             l’arresto di De Carolis, Aversa e Frignani avvenne a casa del marito di Elena
             Hohn .  Molti  carabinieri  affollarono  le  prigioni  di  Via  Tasso  e  di  «Regina
                  (64)
             Coeli»: il tenente colonnello Frignani, il tenente colonnello Talamo, il maggiore
             De Carolis, il capitano Aversa, i tenenti Rodrizuez e Fontana, i brigadieri Manca
             e Sergi; il maresciallo Pepicelli Franco; il corazziere Giordano Calcedonio; il
             carabiniere Renzini Augusto, oltre agli eroici famigliari come le mogli dei tenen-
             ti Fontana e Rodriguez: signore Rina e Marcella.
                  Il 24 marzo 1944, per la rabbiosa rappresaglia delle Fosse Ardeatine furo-
             no prelevati da via Tasso, per essere trucidati:
                  ➢ tenente colonnello Giovanni Frignani;
                  ➢ tenente colonnello Manfredi Talamo;
                  ➢ maggiore Ugo De Carolis;
                  ➢ capitano Raffaele Aversa;
                  ➢ tenente Genserico Fontana;
                  ➢ tenente Romeo Rodriquez Pereira;
                  ➢ maresciallo Francesco Pepicelli;
                  ➢ brigadiere Gerardo Sergi;
                  ➢ brigadiere Candido Manca;
                  ➢ corazziere Giordano Calcedonio;
                  ➢ carabiniere Augusto Renzini;
                  ➢ soldato Gaetano Forte come carabiniere ausiliario.
                  Ad  aprile  al  fine  di  garantirne  una  maggiore  operatività,  Roma  venne
             ripartita in tre settori e i reparti dell’Arma impegnati passarono agli ordini dei
             generali Girotti e Tamassia e del colonnello Di Bello.
                  I reparti dell’Arma adibiti all’occupazione e al presidio degli obiettivi pre-
             fissati furono trasferiti alle dipendenze dei comandanti di settore e, in seguito,
             del generale Caratti, posto a capo del gruppo settori. Quindi, in previsione
             della ritirata delle truppe tedesche i carabinieri ebbero l’incarico di preservare
             la  legalità,  di  recuperare  le  armi  abbandonate,  di  facilitare  l’ingresso  delle
             Truppe alleate, il tutto privilegiando il compito di salvaguardia della popolazio-
             ne prevenendo rappresaglie e saccheggi .
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             (64)  Cfr. S. SGUEGLIA DELLA MARRA, op.cit., pag. 191.
             (65)  Cfr. S. SGUEGLIA DELLA MARRA, op.cit., pagg. 156-157.

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