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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Per prendere accordi in tal senso incaricò il generale Caratti di incontrare
lo stesso generale Caruso. Il giorno 29 maggio, alle ore 13:00, furono arrestati
il generale Caruso e il generale Caratti. In un’altra circostanza il generale Odone,
il generale Girotti, il colonnello Scalera, il generale dell’Aeronautica Matricardi
del Fronte militare clandestino ed il giornalista Sprovieri. In occasione della
liberazione di Roma il Comandante del Raggruppamento Territoriale con i suoi
reparti si concentrarono a San Lorenzo in Lucina già sede della Legione
«Roma». Contestualmente, alle settantacinque stazioni della Città e del suburbio
fu ordinato l’immediato ripristino al fine di costituire una fitta rete di vigilanza
su tutta la Capitale e le adiacenze. Dopo l’arresto del generale Caruso, il tenente
colonnello Bersanetti, comandante del Raggruppamento Mobile, ed il tenente
colonnello Patrignani Amilcare, comandante il raggruppamento territoriale,
raccolsero le fila dei reparti ai loro ordini. Il capitano Fiorani Giuseppe sostituì
il capitano Geniola. Nei mesi finali il contributo alla resistenza romana di quel
che resta del Fmcr si limita quasi esclusivamente al servizio d’ordine compiuto
nelle ore frenetiche della liberazione della capitale, nel giugno del 1944, con
l’occupazione dei ministeri, del Quirinale, dei tribunali, delle banche e delle
caserme (cosiddetta operazione «Elefante»). L’unica eccezione è rappresentata
dalla Banda dei carabinieri «Caruso», i cui nuclei armati si rendono protagonisti
di varie azioni contro i tedeschi, impedendo loro di interrompere la via Appia
nei pressi di Acquasanta (passaggio obbligato per le truppe alleate), e attaccan-
do i reparti germanici in ritirata nella zona di Monte Mario, nei rioni Appio e S.
Giovanni, sulla via Portuense, sulla via Aurelia, scongiurando in tal modo sac-
cheggi, distruzioni e rappresaglie .
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L’entrata a Roma degli Alleati allontanò dai piani urgenti della resistenza
romana l’azione che prevedeva il tentativo di liberare i detenuti di Via Tasso che,
con l’aiuto della popolazione, riuscirono ad evadere compresi il capitano Geniola
e il generale Caruso. Lo stesso generale Caruso, appena evaso in brevissimo
tempo ordinò al capitano Geniola di prendere contatto, presso l’Hotel Patria,
sede del “quartier generale”, con il tenente colonnello di S.M. Simonetti e dira-
mare l’ordine ai carabinieri di attaccare decisamente le retroguardie tedesche,
qualora si accingessero a compiere azioni violente contro la popolazione civile.
Nel frattempo, le settantacinque stazioni della Città e suburbio nella notte sono
tutte in possesso delle forze dell’Arma. S’iniziano pattugliamenti in numero, fru-
strando ogni tentativo di devastazione e di saccheggio, sia da parte di criminali
nazi-fascisti che da parte di delinquenti comuni. […] Nelle prime ore del mattino
del 5 giugno, il generale Bencivenga Roberto, che il 22 marzo aveva assunto i
poteri di comandante civile e militare di Roma e suo territorio, conferitigli dal R.
(67) Cfr. M. AVAGLIANO, op.cit., pag. 272.
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