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CONTRIBUTI DALL’ARMA



             1. Introduzione
                  La continua progressione delle conoscenze nel campo della medicina e in
             particolare  della  neurochirurgia  per  quanto  riguarda  le  terapie  avanzate  dei
             disturbi del movimento ha prodotto - in campo civile - una progressiva specializza-
             zione in questo settore limitata a pochi centri di neurochirurgia su tutto il ter-
             ritorio nazionale. L’Arma dei Carabinieri, con la sua Direzione di Sanità, ha rea-
             lizzato un progetto rivolto a tutti i suoi militari in servizio e congedo che con-
             sentirà loro di poter accedere a consulti specialistici neurochirurgici presso il
             Centro polispecialistico del Comando Generale. Durante la valutazione specia-
             listica  neurochirurgica  verranno  fornite  ai  pazienti  indicazioni  cliniche  ed
             opzioni di trattamento per tutte le patologie neurochirurgiche comprese quelle
             riguardanti i disturbi del movimento.
                  L’idea di usare la neurochirurgia per combattere la malattia di Parkinson
             ha una storia lunga e, nella migliore tradizione delle scoperte scientifiche, c’è di
             mezzo qualche colpo di fortuna. Già nei primi anni del Novecento si era comin-
             ciata a sperimentare la possibilità di intervenire chirurgicamente su alcune aree
             dell’encefalo, lesionandolo in alcuni punti per ottenere effetti benefici. Nel caso
             del Parkinson si tentarono varie strade, che gradualmente portarono a identifi-
             care come obiettivi alcune zone del cervello, i cosiddetti nuclei della base.
                  Queste procedure furono rapidamente abbandonate quando nel 1969 arri-
             vò la levodopa, farmaco che riusciva a risolvere i sintomi dei pazienti con grande
             efficacia,  e  che  ancora  oggi  rappresenta  la  prima  linea  terapeutica  contro  il
             Parkinson. Verso la metà degli anni Settanta cominciarono però a emergere i
             limiti della levodopa, e si tornò a pensare alla neurochirurgia per casi specifici.
             La tecnica era sempre quella: danneggiare con precisione determinate strutture
             cerebrali. Proprio durante uno di questi interventi arrivò il colpo di fortuna: il
             neurochirurgo francese Alim-Louis Benabid scoprì per caso che non serviva
             danneggiare permanentemente il punto prescelto: bastava inviare scariche elet-
             triche di una certa frequenza per modularne l’attività.
                  Nel luglio 1997 la Food and Drug Administration (FDA) approvò la DBS
             come procedura per il trattamento del tremore nelle persone con malattia di
             Parkinson e, nel gennaio 2002, l’approvazione è stata estesa al trattamento di
             tutti i sintomi motori della malattia quindi rigidità e bradicinesia.
                  La stimolazione dei nuclei profondi o DBS (Deep Brain Stimulation) è una
             procedura neurochirurgica utilizzata per alleviare o trattare un ampio numero
             di sintomi neurologici disabilitanti della malattia di Parkinson, compresi i pro-
             blemi  di  deambulazione.  Al  momento  attuale  tale  trattamento  è  riservato  ai
             pazienti affetti da sintomi non più controllabili con la terapia farmacologica
             (essenzialmente rappresentata dalla somministrazione di L-DOPA).


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