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CONTRIBUTI DALL’ARMA
2. La Neurochirurgia Funzionale
La Neurochirurgia Funzionale rappresenta una particolare branca della
Neurochirurgia che si caratterizza per avere come scopo il trattamento delle
malattie del Sistema Nervoso non sul piano eziologico ma su quello sintomati-
co. In altri termini essa si rivolge alla correzione di una funzione alterata, indi-
pendentemente dal motivo che ne è all’origine rappresentando pertanto una
chirurgia dei sintomi e non delle cause.
Questa branca della neurochirurgia comprende gli interventi atti a miglio-
rare e correggere il funzionamento del sistema nervoso centrale e periferico
perturbato da patologie acquisite o congenite insorte in diverse età della vita.
Un approccio terapeutico di questo tipo è possibile perché ogni funzione
del sistema nervoso è sempre modulata da una serie di meccanismi e da sistemi
di regolazione. A differenza di altre procedure chirurgiche che mirano a rimuo-
vere la patologia (per esempio tumori, emorragie) o a correggere le malforma-
zioni (disrafismi spinali, malformazioni cranio-facciali, idrocefalo), la neurochi-
rurgia funzionale ha come scopo la rimozione, la modulazione e la ricreazione
di funzioni e circuiti neuronali attraverso interventi di resezione, stimolazione,
ricostruzione e trapianto.
3. Selezione del paziente
Il passo più importante verso risultati coerenti della DBS rimane un’attenta
selezione dei pazienti. Più del trenta per cento dei fallimenti della DBS può esse-
re attribuito a indicazioni inadeguate per la chirurgia. La selezione del paziente
si basa su una valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio per ogni
paziente che, nella maggior parte dei centri specializzati, viene effettuata attra-
verso un approccio multidisciplinare che coinvolge il neurochirurgo, il neurolo-
go, il neuroradiologo e lo psichiatra. I pazienti per essere eleggibili all’intervento
di DBS devono possedere delle specifiche caratteristiche, stimate attraverso una
valutazione neurologica che risponde a criteri internazionali uniformati.
I parametri di inclusione sono:
➢ diagnosi di malattia di Parkinson idiopatica da almeno cinque anni. La malattia
di Parkinson avanzata, complicata dalla disabilità, causata da fluttuazioni moto-
rie, discinesie o tremore nonostante una terapia farmacologica ottimale, è uni-
versalmente accettata come indicazione ragionevole per la DBS. Vi sono dati
che dimostrano che la gravità della malattia è correlata all’ esito clinico, ma non
vi è ancora un consenso generale su una misura di gravità specifica e su un
eventuale cutoff. La gravità della malattia che porta alla disabilità è influenzata da
fattori individuali come lo status professionale e la funzione sociale;
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