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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Pregasi precisazioni at riguardo» .
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Gli uomini del Fronte si sentono pedinati e braccati dalle SS. Allo scopo
di eludere le ricerche della polizia tedesca, il nucleo dei carabinieri guidato dal
generale Caruso emana delle norme interne di cautela:
a. vietare gli incontri in pubblici ritrovi;
b. limitare le riunioni a non più di due o tre persone per volta;
c. mantenere il sistema cellulare rigidissimo;
d. ridurre il numero del personale addetto alle ricognizioni, adibendovi
sottufficiali e carabinieri veramente abili e cauti;
e. ordinare al capitano Blundo, comandante del gruppo mobile, già iden-
tificato dalla polizia germanica, di rimanere nascosto per quindici giorni .
(51)
I compiti di ciascun reparto, furono assegnati dal capitano Aversa, che rac-
comandò di allertare gli uomini e rimuovere le armi dai nascondigli, quindi
comunicò la parola d’ordine e cioè: «Il vino bianco arriva oggi» il che significa-
va: procedere all’occupazione degli obiettivi entro un’ora, basandosi sulle sole
forze dell’Arma, senza fare affidamento su quelle della Guardia di finanza;
oppure «Il vino rosso arriva domani» e in questo caso l’occupazione degli obiet-
tivi doveva effettuarsi a dieci ore di distanza dall’ordine emanato, facendo asse-
gnamento sulla Guardia di finanza.
Nella circostanza il tenente Imbellone ebbe ordine di occupare il
Campidoglio con venticinque carabinieri al comando del maresciallo maggiore
Francario, dove avrebbe trovato un rinforzo imprecisato di agenti agli ordini di
un ufficiale di P.S. col quale doveva prendere preventivi accordi […].
Dal canto suo il capitano Blundo aveva avuto disposizioni per diramare
l’ordine di mobilitazione, in seguito al quale, appena avutane conferma con le
note frasi convenzionali, i militari del Raggruppamento mobile si dovevano
concentrare come da progetti e cioè:
a. comando con circa seicento uomini alla caserma «Giacomo Acqua» in
Piazza del Popolo;
b. mille uomini alla caserma della Legione allievi in Via Legnano con il
tenente colonnello Schiavoni e il maggiore Borzini, liquidando prontamente i
pochi soldati tedeschi che vi erano a guardia;
c. mille uomini al Collegio militare in Via della Lungara, col maggiore
Scivicco.
Detto raggruppamento nella circostanza aveva lo specifico compito di
concorrere con le proprie forze all’occupazione degli obiettivi prestabiliti e di
(50) Cfr. G. LOMBARDI, Montezemolo e il fronte militare clandestino di Roma, op.cit., pag. 73.
(51) Cfr. M. AVAGLIANO, Il partigiano Montezemolo. Storia della resistenza militare nell’Italia occupata,
Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2012, pagg. 245-246.
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