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TRIBUNA DI STORIA MILITARE



                  Notevoli risultati si ebbero nella ricerca delle armi, nonostante le attente
             misure di vigilanza instaurate dai tedeschi subito dopo l’occupazione. Lo stesso
             capitano Aversa organizzò ricognizioni individuando le postazioni delle artiglie-
             rie tedesche a Ostia; l’andamento dei lavori di difesa a Ponte Galeria; la disloca-
             zione di unità tedesche a Tagliacozzo e a Luco dei Marsi, dove vi era dislocata
             una divisione: organizzò, infine un servizio di controllo sulle truppe tedesche in
             transito da Roma. I compiti dell’“Organizzazione Caruso” erano quelli regolati
             dai dettami del trattato di Québec, adattati alle caratteristiche culturali, operative
             ed organizzative dell’Arma, in particolare:
                  ➢ mantenere salda e compatta, sia pure nella particolarissima situazione
             creatasi, la massa dei carabinieri e tenerla pronta ad ogni eventuale azione in
             forza a richiesta del Centro militare;
                  ➢ scegliere gli elementi specializzati per i compiti informativi e per le azio-
             ni isolate;
                  ➢ svolgere  accorta  azione  ostruzionistica  atta  a  neutralizzare  o,  quanto
             meno, ad ostacolare l’azione preventiva e repressiva della polizia nazi-fascista
             nei confronti dei patrioti;
                  ➢ contrastare con ogni mezzo ed in ogni circostanza, sempre che possibi-
             le, l’azione del nemico;
                  ➢ prestare, infine, ogni possibile aiuto alle armate alleate, non solo segna-
             lando ogni utile notizia per il tramite del Fronte militare, ma effettuando atti di
             sabotaggio e portando prezioso ausilio sia ai prigionieri alleati sia agli emissari;
                  ➢ mantenersi in stretto collegamento con tutti i carabinieri organizzati in
             bande,  nuclei  e  formazioni  diverse,  per  immetterli  nella  costituita  maggiore
             organizzazione  dell’Arma,  oppure,  se  bene  operanti  e  bene  assistiti,  lasciarli
             nelle loro formazioni, ma essere collegati, al fine di costituire un fronte unico
             di resistenza all’oppressore .
                                       (34)
                  Gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri non furono gli unici a partecipa-
             re  all’organizzazione  clandestina  di  resistenza  del  fronte  militare  “Banda
             Carabinieri Generale Caruso”, prova ne è Bassi Gaspare , uno studente presso
                                                                  (35)
             il liceo classico “Giulio Cesare” di Roma, il quale ne fece parte, dall’ottobre
             1943 fino al giugno 1944. Malgrado la giovane età (quindici anni) assolse i com-
             piti affidatigli di trasporto di armi, di informazioni sulla dislocazione delle trup-
             pe tedesche, di distribuzione di opuscoli di propaganda, portandosi frequente-
             mente anche fuori Roma, e di partecipazione anche ad azioni di sabotaggio e
             distruzione ai danni dei tedeschi. Per questo suo operato il capitano Carmelo
             Blundo lo propose per la concessione della Croce al Valor Militare.


             (34)  Cfr. F. CARUSO, Ibidem, pagg. 16-17.
             (35)  Cfr. Archivio Storico dell’Arma dei Carabinieri, Fondo Filippo Caruso, f. Gaspare Bassi.

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