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IL GENERALE FILIPPO CARUSO E LA SUA ORGANIZZAZIONE A ROMA
                              NEI NOVE MESI DELL’OCCUPAZIONE NAZIFASCISTA



                     La costituzione di questi raggruppamenti si andò sempre più consolidan-
               do al fine di poter compiere azioni di disturbo contro i nazifascisti e nello stesso
               tempo sfuggire alla caccia delle Forze di occupazione.
                     In  particolare,  a  documentare  la  nascita  di  queste  nuove  aggregazioni
               patriottiche vorrei prendere spunto da alcuni fatti riguardanti il reparto “Banda
               Manfredi” presenti nella “Relazione: Attività della Banda Manfredi ”.
                                                                                (28)
                     Dopo l’8 settembre il maresciallo maggiore Giuseppe Scarano, proveniente
               dalla Stazione dei Carabinieri di Monterosi, si incontrò con il colonnello dei
               CC.RR. Bianchini “circa l’opportunità di organizzare in banda i carabinieri reali
               sbandati e in particolare quelli che alcuni ufficiali dell’Arma della Capitale si rifiu-
               tarono di aggregare a loro perché non facenti parte della forza dei propri coman-
               di dipendenti”. A sua volta, Bianchini presentò Scarano al colonnello di Stato
               Maggiore dei carabinieri De Santis il quale approvò l’idea e la sovvenzionò ripar-
               tendo la cifra tra lui, il maresciallo maggiore Vincenzo Carloni e il maresciallo
               d’alloggio Alfonso Faliveni. Per far parte di questa organizzazione era indispen-
               sabile “l’appoggio senza limiti” alla Casa Savoia, il mantenimento dell’ordine
               pubblico, nonché la segnalazione di ogni attività politica e bellica dei nazifascisti.
               Facevano  parte  dell’organizzazione  anche  molti  elementi  del  “Complesso
               Musicale dei carabinieri reali”, al comando del maresciallo Nicola Taverna.
                     Questa formazione stabilì contatti con il dottor Roberto Talli e il conte
               Enzo Selvaggi, del Ministero degli esteri, e l’avvocato Mario Zaccagnini, martire
               delle Fosse Ardeatine, responsabile di un gruppo con le stesse finalità del “Centro
               democratico italiano”. Aveva inoltre contatti con i dirigenti della P.S. dello Stato
               del Vaticano, infatti, questi dirigenti, in occasione del noto discorso del Santo
               Padre, dal loggiato di piazza San Pietro, si rivolsero al maresciallo Scarano chie-
               dendogli  di  costituire  dei  piccoli  gruppi  di  militari  dell’Arma  da  impiegare  in
               appoggio alla “Gendarmeria Pontificia”. Lo Scarano aderì alla richiesta anche per
               riconoscenza verso le autorità pontificie che fornirono aiuti ai carabinieri sbandati
               fornendo loro numerosissimi “buoni” per le cucine del “Circolo San Pietro”.
                     I Nuclei più importanti furono quelli organizzati dal capitano Aversa del
               Centro militare e dal capitano Blundo. L’avv. Tommasi era in contatto col Centro
               militare e direttamente con il Ministro della guerra del governo legittimo, il gene-
               rale Sorice, che, era rimasto a Roma nonostante la repressione nazista.
                     Nel  contempo  si  era  costituito  a  Roma,  alle  direttive  del  Comando
               Supremo, un primo nucleo di resistenza militare intorno ai colonnelli di S.M.
               Cordero Lanza di Montezemolo e Giovanni Pacinotti. Questo nucleo inizial-
               mente fu composto oltre che dal personale delle radio:


               (28)  Cfr. Archivio Storico dell’Arma dei Carabinieri, Fondo Filippo Caruso, f. Relazione attività della
                     Banda “Manfredi”.

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