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TRIBUNA DI STORIA MILITARE



                  Nonostante lo sconcerto e la difficoltà del momento, i carabinieri riusci-
             rono a creare una ferma difesa contro l’occupante, tanto che, il Comando tede-
             sco ed il maresciallo Graziani tentarono di stroncarli sul nascere. Il 23 settem-
             bre i nazisti arrestano il generale Calvi di Bergolo e completano la dislocazione
             delle loro forze nella Capitale. Al fine di combattere a fianco delle truppe allea-
             te, nonostante i rigorosi dettami dell’Armistizio, il 28 settembre 1943 nasce il I
             Raggruppamento  Motorizzato  (poi  verrà  nominato  Corpo  Italiano  di
             Liberazione)  di  cinquemila  uomini,  al  quale  saranno  assegnate  due  Sezioni
             Carabinieri,  la  39ª  e  la  51ª,  composte  ciascuna  da  cinquanta  militari.  Dalla
             nota  n. 8/10 di prot., datata Roma, 10 agosto 1944, a firma del Generale
                 (11)
             Caruso, si evincono le difficoltà organizzative che in quel momento il generale
             dovette affrontare: le Forze clandestine dell’Arma erano frazionate in numerose
             formazioni che operavano in piena confusione, senza un collegamento, ed a
             volte, anche in contrasto tra loro. Il primo compito che il generale Caruso svol-
             se, anche seguendo le indicazioni del Centro Militare Clandestino, fu quello di
             unificare il movimento, organizzandolo su basi omogenee per agire in modo
             uniforme per raggiungere l’obiettivo in quel momento prioritario di liberare la
             Patria dall’occupazione nazifascista: le varie formazioni scollegate tra di loro
             furono aggregate in un unico movimento, dallo stesso Caruso, in brevissimo
             tempo. Il generale Caruso potenziò la nascente organizzazione clandestina con
             una formazione costituita dal generale dei carabinieri Luigi Sabatini, Medaglia
             d’Argento al Valor Militare e da militari provenienti da tutte le altre Armi, tra
             questi numerosi carabinieri. Detta formazione operò contro i nazifascisti nei
             quartieri Monte Sacro - S. Agnese. Il tenente colonnello dell’Arma Manfredi
             Talamo, capo centro del SIM (Servizio Informazioni Militari), adotterà un siste-
             ma di comunicazioni in codice efficace per la diramazione degli ordini nell’am-
             bito  della  nascente  organizzazione  clandestina,  a  lui  verrà  attribuita  una
             Medaglia d’Oro alla memoria al Valor Militare .
                                                         (12)
                  Il 1° ottobre, la Repubblica sociale nominò il generale Archimede Mischi
             Comandante dell’Arma dei Carabinieri. Il 2 ottobre il tenente colonnello dei
             carabinieri Manfredi Talamo viene arrestato per attività clandestina.


             (11)  Archivio Storico dell’Arma dei Carabinieri, Fondo Filippo Caruso, f. nota n. 8/10 di prot.,
                  Roma,  10  agosto  1944:  Filippo  Caruso  al  Ministero  della  Guerra.  Reparto  Fronte
                  Clandestino di Resistenza. Ufficio Personale Sez. Seconda.
             (12)  La motivazione è la seguente: «Nell’assolvere delicate rischiose mansioni, eccelleva per rare
                  virtù militari ed impareggiabile senso del dovere, rendendo al Paese, in pace e in guerra, ser-
                  vizi di inestimabile valore. Caduto in sospetto della polizia tedesca che ne ordinava l’arresto,
                  sopportava stoicamente prolungate torture, senza svelare alcun segreto sulle organizzazioni
                  clandestine e sui loro dirigenti. Condotto alla fucilazione, alle Fosse Ardeatine, dava sublime
                  esempio di spirito di sacrificio, di incrollabile fermezza, di alte e pure idealità, santificate dal
                  martirio e dall’olocausto della vita. Roma, Fosse Ardeatine, 24 marzo 1944».

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