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IL GENERALE FILIPPO CARUSO E LA SUA ORGANIZZAZIONE A ROMA
                              NEI NOVE MESI DELL’OCCUPAZIONE NAZIFASCISTA



                     Per me - e con questo intendeva riferirsi
               all’arresto di Mussolini, cui aveva partecipa-
               to con il tenente colonnello Frignani e con il
               capitano Vigneri a Villa Savoia il 25 luglio
               1943 - se ritengono ciò che ho fatto un delit-
               to, mi arrestino e mi uccidano pure, ma io
               non solo non mi nascondo, ma debbo e voglio
               operare in uniforme. Ordino che tutti i dipen-
               denti compiano il loro attuale dovere, a qual-
               siasi  costo» .  Il  numero  degli  uomini
                         (8)
               che parteciparono e furono colpiti nei
               combattimenti  dell’8-10  settembre
               1943  li  stima  lo  stesso  generale
               Caruso: ottocento morti e mille muti-
               lati nei combattimenti durante la dife-
               sa di Roma e nel soccorso di oltre die-
               cimila prigionieri alleati. In particolare
               “largamente rappresentati, i carabinie-
               ri del Lazio con circa centocinquanta
               caduti,  cinquanta  feriti,  138  arrestati,    Generale Filippo Caruso
               duemila deportati ”.                         Medaglia d’Oro al Valor militare
                                 (9)
                     Ed ancora, il colonnello Giancarlo Barbonetti descrivendo più complessi-
               vamente il contributo dell’Arma alla Resistenza, annotava i seguenti dati:
                     ➢ concesse trentatrè Medaglie d’Oro al Valor Militare;
                     ➢ 2.735 i caduti;
                     ➢ 6.521 i feriti;
                     ➢ oltre cinquemila deportati;
                     ➢ circa altre settecento ricompense al Valor Militare.
                     Il Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri, poteva contare su oltre
               seimila aderenti, a Roma e nel centro Italia, della formazione “Bosco Martese”
               in Abruzzo, della “Banda Gerolamo” nel Nord Italia e di numerose altre for-
               mazioni e singoli militari che si distinsero su tutto il territorio occupato .
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                     Tra l’8 e il 12 settembre, nei giorni della difesa di Roma, in conseguenza
               della defezione dei capi e della confusione generale, il comando dell’Arma di
               Roma implose, anche se tanti furono gli episodi di resistenza al nazifascismo.

               (8)   Cfr. F. CARUSO, Ibidem, pag. 5.
               (9)   Cfr. F. CARUSO, Ibidem, pag. 7.
               (10)  Cfr. G. BARBONETTI, L’Arma dei Carabinieri nella guerra di liberazione, in ASSOCIAZIONE NAZIONALE
                     COMBATTENTI FORZE ARMATE REGOLARI GUERRA  DI LIBERAZIONE.  Sezione  di  Roma,  Le
                     Nuove Forze Armate nella Guerra di Liberazione 1943-1945, Brigati, Genova, 2009, pag. 134.

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