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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE



             soprattutto l’insicurezza della minoranza, e la sua difficile ricerca di un consen-
             so su un grand projet collectif  pour le Québec.
                  Si evidenziava, ancora, che alcuni aspetti fondamentali della culture publique
             commune e di quell’interculturalismo  (più che multiculturalismo) attuato come
                                              (64)
             modello peculiare di integrazione della società québécoise avrebbero forse avuto
             bisogno di essere meglio approfonditi stante il fatto che, minorité culturelle, la fran-
             cofonia québécoise ha sempre bisogno di una identità forte per calmer ses inquiétudes
             e per comportarsi come una majorité tranquille. Tre ambiguités venivano in parti-
             colare illustrate dal Rapport:
                  ➣ la differenza fra dimensione pubblica e privata del fattore religioso;
                  ➣ la nozione di neutralità dello Stato e delle istituzioni;
                  ➣ il regime di laicité ouverte  .
                                           (65)
                  Nel rilevare che le norme del vivre-ensemble costituivano il quadro di riferi-
             mento delle pratiche di armonizzazione; che queste ultime erano il frutto delle
             scelte politiche compiute e destinate a favorire un modello di integrazione inter-
             culturale;  che,  infine,  esse  erano  rivolte  a  promuovere  ideali  collettivi  quali
             l’uguaglianza,  la  cooperazione,  la  coesione  sociale,  la  costruzione  di  nuove
             forme di solidarietà e lo sviluppo di un sentimento di appartenenza ad una iden-
             tité québécoise inclusive, il Rapport incoraggiava a proseguire sulla strada delle prati-
             ques d’harmonisation, privilegiando la voie judiciaire rispetto alla voie citoyenne  , e
                                                                                    (66)
             concludeva molto realisticamente con parole che appaiono quasi profetiche: il
             Québec se trouve aujourd’hui a un tournant. Une partie tres importante se jouera pour lui
             au cours des cinq ou des dix prochaines années. L’issue de cette partie dépend des citoyens eux-
             memes et pourrait s’avérer déterminante pour l’avenir de notre société  . E così, infatti, è
                                                                      (67)
             stato.  Ciò  che  è  accaduto  nel  corso  dei  dieci  anni  successivi  al  lavoro  della
             Commission Bouchard-Taylor ne è la testimonianza.
                  Un nuovo scenario, infatti, (o uno scenario di ritorno?) si è nel frattempo
             disegnato nella provincia francofona canadese. La timida ricezione delle indica-
             zioni offerte dai lavori della Commissione e un avvicendarsi di maggioranze
             politiche più che favorevoli ad una valorizzazione dell’identità specifica, distincte,

             (64)  Oltre al Rapport è utile la lettura di G. BOUCHARD, L’interculturalisme. Un point de vue québécois,
                  Montréal, Les Editions du Boréal 2014 e di F. DUMONT, Genèse de la société québécoise, Montréal,
                  Les Editions du Boréal 1996.
             (65)  Ivi, in particolare la Section IV: Un cadre de référence: les normes collectives (pagg. 37-52).
             (66)  Come si legge nel Rapport: Nella voie judiciaire [l’accommodement raisonnable] les demandes doivent se
                  plier a des mécanismes formels codifiés qui dressent les parties l’une contre l’autre et, en fin de compte, d’ecre-
                  tent un gagnant et un perdant. Nella voie citoyenne [l’ajustement concerté] les demandes suivent un parcours
                  tres différent. Moins formel, ce parcours repose sur la négociation et la recherche de compromis. Son objectif
                  est de parvenir a une solution qui satisfasse les deux parties. Cfr. pagg. 53-54.
             (67)  Ivi, pag. 99.

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