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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
soprattutto l’insicurezza della minoranza, e la sua difficile ricerca di un consen-
so su un grand projet collectif pour le Québec.
Si evidenziava, ancora, che alcuni aspetti fondamentali della culture publique
commune e di quell’interculturalismo (più che multiculturalismo) attuato come
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modello peculiare di integrazione della società québécoise avrebbero forse avuto
bisogno di essere meglio approfonditi stante il fatto che, minorité culturelle, la fran-
cofonia québécoise ha sempre bisogno di una identità forte per calmer ses inquiétudes
e per comportarsi come una majorité tranquille. Tre ambiguités venivano in parti-
colare illustrate dal Rapport:
➣ la differenza fra dimensione pubblica e privata del fattore religioso;
➣ la nozione di neutralità dello Stato e delle istituzioni;
➣ il regime di laicité ouverte .
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Nel rilevare che le norme del vivre-ensemble costituivano il quadro di riferi-
mento delle pratiche di armonizzazione; che queste ultime erano il frutto delle
scelte politiche compiute e destinate a favorire un modello di integrazione inter-
culturale; che, infine, esse erano rivolte a promuovere ideali collettivi quali
l’uguaglianza, la cooperazione, la coesione sociale, la costruzione di nuove
forme di solidarietà e lo sviluppo di un sentimento di appartenenza ad una iden-
tité québécoise inclusive, il Rapport incoraggiava a proseguire sulla strada delle prati-
ques d’harmonisation, privilegiando la voie judiciaire rispetto alla voie citoyenne , e
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concludeva molto realisticamente con parole che appaiono quasi profetiche: il
Québec se trouve aujourd’hui a un tournant. Une partie tres importante se jouera pour lui
au cours des cinq ou des dix prochaines années. L’issue de cette partie dépend des citoyens eux-
memes et pourrait s’avérer déterminante pour l’avenir de notre société . E così, infatti, è
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stato. Ciò che è accaduto nel corso dei dieci anni successivi al lavoro della
Commission Bouchard-Taylor ne è la testimonianza.
Un nuovo scenario, infatti, (o uno scenario di ritorno?) si è nel frattempo
disegnato nella provincia francofona canadese. La timida ricezione delle indica-
zioni offerte dai lavori della Commissione e un avvicendarsi di maggioranze
politiche più che favorevoli ad una valorizzazione dell’identità specifica, distincte,
(64) Oltre al Rapport è utile la lettura di G. BOUCHARD, L’interculturalisme. Un point de vue québécois,
Montréal, Les Editions du Boréal 2014 e di F. DUMONT, Genèse de la société québécoise, Montréal,
Les Editions du Boréal 1996.
(65) Ivi, in particolare la Section IV: Un cadre de référence: les normes collectives (pagg. 37-52).
(66) Come si legge nel Rapport: Nella voie judiciaire [l’accommodement raisonnable] les demandes doivent se
plier a des mécanismes formels codifiés qui dressent les parties l’une contre l’autre et, en fin de compte, d’ecre-
tent un gagnant et un perdant. Nella voie citoyenne [l’ajustement concerté] les demandes suivent un parcours
tres différent. Moins formel, ce parcours repose sur la négociation et la recherche de compromis. Son objectif
est de parvenir a une solution qui satisfasse les deux parties. Cfr. pagg. 53-54.
(67) Ivi, pag. 99.
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