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LA PROTEZIONE DEI BENI CULTURALI NEI CONFLITTI ARMATI
L’esigenza di accordi specifici in materia è stata avvertita in conseguenza
della marginalità delle previsioni esistenti in passato, limitate a quegli scarni rife-
rimenti contenuti nelle Convenzioni dell’Aja del 1907 e alla inefficacia di un
troppo debole sistema di protezione, apparsa in tutta evidenza, come si è detto,
nel conflitto mondiale.
2. Il Secondo Protocollo del 1999
Il 26 marzo 1999, all’Aja, è stato adottato un secondo Protocollo alla
Convenzione del 1954 . Con questo, si è cercato di rimediare agli inconve-
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nienti del sistema di protezione predisposto dalla Convenzione. In particolare,
si è introdotto un nuovo concetto di «protezione rafforzata» («enhanced protec-
tion»), che si aggiunge a quello di protezione speciale. Il meccanismo che avreb-
be dovuto condurre a garanzie di protezione speciale, come si è detto, non ha
funzionato, essenzialmente a causa di una procedura di messa in opera «estre-
mamente macchinosa ed inefficiente» . La nuova «protezione rafforzata» si
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presenta come un istituto nuovo, che si aggiunge a quello della «protezione spe-
ciale» senza sostituirlo: si sarebbe posto, infatti, un problema di applicazione
con riferimento agli Stati che hanno aderito alla Convenzione del 1954. In altre
parole, gli Stati potranno continuare a fare riferimento alla protezione speciale,
oppure potranno decidere di valersi del nuovo sistema, accogliendo regole più
efficaci.
Il nuovo sistema accoglie, altresì, la positiva esperienza della Convenzione
del 1972 per la protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale, il cui
sistema di iscrizione di beni di grande valore culturale ha mostrato di funziona-
re bene .
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Anche l’eventuale possibilità di derogare all’obbligo di protezione raffor-
zata presenta profili di novità interessanti. Da una parte, la decisione di portare
attacco ad un bene culturale può essere adottata a un livello che è più generica-
mente indicato come «highest operational level of command».
(17) Testo in E. GREPPI - G. VENTURINI, Op. cit., pag.126. Cfr. J. M. HENCKAERTS, New rules for the
protection of cultural property in armed conflict. The significance of the Second Protocol to the 1954 Hague
Convention for the Protection of Cultural Property in the Event of Armed Conflict, in INTERNATIONAL
REVIEW OF THE RED CROSS, 1999, pag. 593; J. HLADIK, The 1954 Hague Convention for the Protection
of Cultural Property in the Event of Armed Conflict and the notion of military necessity, ivi, pag. 621.
(18) Così F. FRANCIONI, Il contributo dell’Italia al rafforzamento della Convenzione de l’Aja del 1954, in
M. CARCIONE (a cura di), Uno scudo blu per la salvaguardia del patrimonio mondiale, SIPBC, Milano,
1999, pag. 180.
(19) Cfr. M. C. CICIRIELLO (a cura di), La protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale a venticinque
anni dalla Convenzione UNESCO del 1972, Napoli, 1997. Il testo è in MONTI (a cura di), La con-
servazione dei beni culturali nei documenti italiani e internazionali, 1931-1991, Roma, 1992, pag. 212.
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