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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE



                  - sorveglianza di giornalisti e altri impiegati dei mezzi di’informazione;
                  - sorveglianza della squadra di calcio Dinamo e delle sue strutture .
                                                                                  (31)
                  Accanto alle sezioni summenzionate, c’erano il segretariato, l’economato,
             l’unità quadri e quella per la mobilitazione del lavoro, per complessivi 201 fun-
             zionari alla data del 27 luglio 1967, saliti a 424 nel 1982, quando Andropov
             lasciò la Lubjanka.
                  Se da un lato l’istituzione del Quinto Direttorato segnò un inasprimento
             del controllo, esteso de facto a tutte le componenti della società sovietica , dal-
                                                                                  (32)
             l’altro, Andropov limitò la possibilità per gli organi locali del KGB - eccezion
             fatta per il Terzo Direttorato (controspionaggio fra le forze armate) - di proce-
             dere ad arresti arbitrari in forza dell’articolo 70, imponendo di richiedere l’au-
             torizzazione di Mosca e vietò di dare seguito a denunce anonime, salvo sospetti
             casi di terrorismo o atti criminali di analoga gravità.
                  Quanto alle modalità di intervento ovvero, nella grande maggioranza dei
             casi, di prevenzione, il principio della profilassi contemplava due passaggi. In
             primo luogo veniva intensificata la campagna ideologica volta a richiamare tutti
             i cittadini, soprattutto quelli delle categorie sensibili sopracitate, a contribuire
             all’edificazione socialista e ad assumersi le proprie responsabilità di fronte al
             partito comunista e alla patria sovietica sottoposta all’attacco del mondo capi-
             talistico. Laddove la sensibilizzazione patriottica non avesse sortito effetti, veni-
             vano poste in essere le misure di profilassi vere e proprie. Da più o meno velate
             minacce di licenziamento, di non venire ammesso o essere retrocesso nelle liste
             per ottenere l’alloggio o l’automobile, di vedere un figlio respinto all’università ,
                                                                                      (33)
             di perdere il diritto di risiedere in grandi città, dove il livello di vita era general-
             mente più elevato, si poteva arrivare all’esclusione dal PCUS. Considerando la

             (31)  La squadra Dinamo era nata nel 1923 come squadra della GPU ed è sempre rimasta legata
                  agli ambienti della sicurezza dello Stato.
             (32)  Il controllo includeva, ovviamente, aspetti legati alla “tenuta morale” della società sovietica,
                  così venivano attentamente monitorati dal KGB anche il possesso di pubblicazioni o pelli-
                  cole che per quanto non di natura politica venivano considerati alla stregua di attentati ideo-
                  logici, come quelli di contenuto erotico o pornografico. RGANI, F. 5, Op. 62, D. 292, L. 4
                  Nota di Ju.V. Andropov al CC del PCUS sui fatti dell’invio in URSS di letteratura e riviste illustrate di
                  contenuto pornografico. 2 febbraio 1970. RGANI, F. 4, Op. 24, D. 257, L. 121. Nota di Ju.V.
                  Andropov al CC del PCUS sulla ripresa nella RFT di un telefilm di carattere nocivo, recante danno al 60
                  anniversario della Grande Rivoluzione socialista d’Ottobre. 2 marzo 1977. RGANI, F. 5, Op. 88, D.
                  1083, L. 44-45. Nota di Ju.V. Andropov al CC del PCUS sulla diffusione nel paese di videofilm di pro-
                  duzione straniera ideologicamente dannosi. 19 aprile 1982.
             (33)  Quanto allo stupore di molti cronisti occidentali per l’apparente quiete della gioventù sovie-
                  tica rispetto a quella europea e americana, il direttore del quotidiano della Democrazia cri-
                  stiana “Il Popolo” Marcello Gilmozzi osservò come lo studente sovietico che volesse com-
                  pletare i suoi studi non avesse alternative di fronte allo Stato e al partito che ne controllavano
                  non soltanto l’ammissione ai corsi superiori, ma il tirocinio obbligatorio nei remoti centri
                  minerari  della  Siberia  (…)  e  infine  la  sistemazione  definitiva”.  Così  in  M.  GILMOZZI,
                  Cinquant’anni di vita sovietica, in AFFARI ESTERI, I, 1969, pag. 159.

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