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ATTUALITÀ E INFORMAZIONI
un’antica idea di rigorosità che non è affatto estranea a quel rigore che le morali
religiose e le etiche laiche rivendicano dal canto loro per gli stili di vita di cui si
fanno vessilliferi. Per questo motivo la dipendenza etica del comando militare è
due volte rigorista perché affonda le sue radici sia nell’assolutezza delle regole del
dovere professionale sia nella forza di presa che devono avere gli ordini disposti.
Al pari delle altre etiche professionali, anche la morale professionale militare
rivendica un proprio regime normativo ancora più rigido, se è possibile, di quello
delle morali comuni o delle altre etiche di mestiere, un regime normativo, cioè, che
permetta al proprio personale di svolgere una salda ed incisiva attività di comando
per realizzare gli scopi pertinenti ad un agire che ha come fine la salus rei publicae e
come obiettivi la difesa del vivere in comunità secondo ordine e sicurezza.
Sotto questo punto di vista, l’azione di comando militare si configura come
l’azione che deve essere la più idonea per soddisfare l’obiettivo e, simultaneamen-
te, come una delle azioni più degne ed onorevoli che si possono intraprendere in
vista della nobiltà dei fini sopra detti. L’azione di comando militare rientra, così,
fra le azioni pubbliche per eccellenza ovvero, con linguaggio aristotelico, fra le
azioni perfette sotto l’aspetto strumentale e fra le grandi azioni lodevoli sotto
l’aspetto della stima della comunità dei cittadini. Essa è, invero, un’azione preziosa
poiché non vale soltanto per se stessa ma vale per tutti coloro che sono gli abitanti
della Città. Priva, infatti, delle azioni di comando militare, secondo l’autorevole e
pur sempre valida affermazione di Platone, la Città rovina irrimediabilmente
senza più speranza per l’esistenza degli uomini e delle cose che la popolano.
Come per la salute del corpo ognuno chiede, cerca e si procura un personale
abile in medicina e chirurgia, così per la salute del corpo sociale tutti richiedono un
personale che sia abile nella sicurezza pubblica, molto professionale nell’azione d’or-
dine, specializzato nella capacità di comando, affinato nell’esecuzione delle superiori
disposizioni regolatrici del servizio e non privo, comunque, di una certa misurata uma-
nità nelle fasi di repressione e di arresto dei trasgressori della pubblica sicurezza .
(5)
Ciò significa, per l’appunto, che l’idea e la pratica del comando relativo alla
tutela dell’ordine legale non può contemplare procedure che non rispettino
nella forma e nella sostanza l’umanità dei destinatari, quantunque questi possa-
no essersi resi autori di gravissimi reati. Ma la professionalità della difesa e della
sicurezza collettiva implica scienza ed arte, conoscenza e coscienza, doveri e
obbligazioni, attitudini imperative per ogni grado della catena gerarchica.
(5) “L’umanità nei confronti delle persone arrestate - scrive a proposito il Generale Governale -
è un argomento alla costante attenzione della catena di comando, specie nei confronti dei mili-
tari in servizio alle stazioni. Ai carabinieri, fin dagli istituti di formazione, nell’ambito delle più
generali nozioni di etica e deontologia professionale, è espressamente richiamata la necessità
di osservare nelle fasi di arresto, cattura e traduzione in carcere delle persone fermate un atteg-
giamento non solo conforme alla legge, ma misurato ed umano”, (GIUSEPPE GOVERNALE, La
stazione è il medico di base, in Id., ACCANTO AGLI ITALIANI, Mondadori, Milano 2014, pag. 165).
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