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CONSIDERAZIONI SULL’ETICA DEL COMANDO



                     Questi  comandi  sono
               imperniati  sulla  forza  per-
               suasiva del dono, del sacrifi-
               cio di sé piuttosto che sulla
               forza  del  timore  della
               Legge.
                     Cristo,  dunque,  non
               invita,  non  prega,  non  sup-
               plica,  ma  ordina  in  modo
               perentorio. A pensarci bene,
               l’universo  del  mondo  del
               Vangelo è un mondo intriso
               di comandi e di obbedienze
               che non ammettono discus-
               sioni.
                     Nel messaggio evange-
               lico,  infatti,  la  parola  e
               l’esempio  del  Nazareno
               sono, l’una e l’altro, imperati-
               vi dai quali non ci si può sot-
               trarre.
                     Il  Figlio  dell’Uomo,
               appunto,  comanda  e  disci-
               plina: dice di dare a Cesare                        Mosè
               quel che è proprio di Cesare, prescrive con altrettanta nettezza di dare a Dio
               ciò  che  appartiene  a  Dio,  ordinando,  con  siffatta  formula  dichiarativa,  di
               osservare  i  comandi  di  stretta  giustizia  terrena  e  i  doveri  necessari  per  la
               redenzione dell’Umanità; fissando, una volta per tutte, quel concetto di auto-
               rità da cui gli uomini contemporanei rifuggono; disciplinando la pari ubbi-
               dienza all’autorità temporale e all’autorità ultraterrena. Pertanto, come si può
               leggere nei manuali di diritto canonico, i seguaci di Cristo devono obbedire
               alle norme e ai precetti del diritto positivo della Chiesa perché sono coscienti
               che entrambi sono posti in essere dalla verità rivelata del Fondatore della uni-
               versale Comunità di salvezza.
                     Ma Cristo è pure vir pius et iustissimus, è un uomo giusto che, in egual misu-
               ra, sa dare disposizioni imprescrittibili e sa compiere indefettibilmente il pro-
               prio servizio di redenzione di una Umanità caduta nel peccato di disobbedienza
               originaria. Sa comandare ed obbedire, e sa obbedire tacendo dinanzi alla volon-
               tà del Padre e alla sentenza di Ponzio Pilato.


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