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CONSIDERAZIONI SULL’ETICA DEL COMANDO
Condottiero romano
Anche per la cultura orientale la saggezza, il coraggio ponderato e la sperimen-
tata padronanza del mestiere militare, appartengono alla deontologia degli uomini in
armi. “Quando il comando - scrive Sun Pin - viene assegnato a una persona priva
della necessaria saggezza, si tratta di presunzione. Quando il comando viene assegna-
to a qualcuno il cui coraggio è inadeguato, si tratta di spavalderia. Quando il comando
viene assegnato a qualcuno che non conosce il Tao, o che non ha partecipato a un
numero sufficiente di combattimenti, il risultato dipende dalla fortuna” .
(4)
Se si vuole mettere un po’ più a fuoco l’etica del comando militare, non si
può, dunque, sottovalutare che vi convergono concetti e condotte speciali,
Weltanschauungen e stili di vita unici, idee ed azioni peculiari che compongono
in un quadro stringente ed organico quel mosaico di elementi che riguardano la
natura, la qualità, il modo, l’esercizio e l’habitus del potere riferibile, per la nostra
cultura, ad una idea concreta che i Romani chiamavano con il termine di Imperium.
La lingua latina, infatti, è preziosa per la sua precisione. Essa ci insegna
con chiarezza che il comando ha un originario significato di stampo militare. Il
termine Imperium è sostantivo che personifica la tipologia del ‘militare vittorio-
so’: nel concetto di comando sono, appunto, racchiuse tutte le cose che traggo-
no senso e significato dal verbo imperare, e cioè, tanto per accennarle, l’impar-
tire le disposizioni necessarie, il prendere provvedimenti decisivi, l’ordinare in
maniera secca e categorica affinché si ottemperi con fiducia e diligenza.
La lingua latina, in sostanza, racchiude nella semantica del comando militare
(4) SUN PIN, Metodi Militari, in SUN TZU-SUN PIN, L’Arte della guerra, tr. it. a cura di Stefano Di
Martino, ed. Biblioteca Neri Pozza, Vicenza 2014, pag. 228.
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