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CONSIDERAZIONI SULL’ETICA DEL COMANDO
altro verso si presenta come
un dilemma che riguarda
anche la gerarchia dei
comandi, nel senso per cui si
dovrebbe essere in grado di
sciogliere il dubbio circa
quale dei due comandi sia
superiore all’altro nell’impor-
re una pretesa di obbedienza.
Ma la lezione che pure
si deve dedurre dalla vicenda
di Antigone va ben oltre
questo punto. Non si tratta
soltanto di stabilire qui la
validità del criterio giustifica-
tivo dell’uno o dell’altro
comando, di quello che pro-
mana dal potere di Creonte
(che fa divieto di seppellire i Licurgo, legislatore greco
morti) oppure di quello che
alberga nell’umana pietà di Antigone, quanto invece si tratta di capire come sia
assolutamente abissale la pretesa di autosufficienza del comando di un potere
politico che appaia del tutto irrelato dalla compatibilità di diventare norma
imperativa interiore del destinatario che lo deve eseguire.
La tragedia di Antigone, descrivendoci l’assenza di contatto fra il comando
di potere e il comando proprio della coscienza morale, ci rivela quale intensità di
avversione colmi lo spazio di questo iato. Infatti, il potere politico che si alimenta
e vive esclusivamente di sé stesso è così tanto circoscritto dalla propria autorefe-
renza da non riuscire a emanare comandi che tengano conto delle ragioni morali
pubbliche e private dei destinatari. In questo senso, perciò, tali comandi non si
discostano da quelli posti in essere dal puro potere coercitivo della forza bruta.
Dinanzi a siffatta situazione, la dolente testimonianza di Antigone vale lette-
ralmente per quello che è: la sofferenza di non riuscire a sostenere non già il coman-
do, ma l’assenza di eticità di quel comando. L’eroina protagonista della tragedia di
Sofocle è infatti la martire vivente del peccato originario della natura del comando
autoreferenziale, incarna colei che dolorosamente deve raccogliere la povertà del
comando di Creonte, è, cioè, colei che deve sottrarsi al divieto di quel comando poli-
tico per non arrischiare invece la propria degradazione morale di creatura umana
vincolata primieramente al comando delle prescrizioni religiose dei suoi Dei.
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