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TRIBUNA DI STORIA MILITARE




































                                     Gleiwitz (Gliwice), 8 luglio 1921
              I funerali del Maggiore Bernard Montalegre, Comandante del 27  Bataillon de Chasseurs Alpins,
                                                                 e
               (27  BCA), vittima di un attentato. Nel corteo funebre al centro della foto si riconoscono il
                  e
                       Generale De Marinis Stendardo di Ricigliano (prima fila, terzo a destra)
                              e il Colonnello Salvioni (seconda fila, primo a sinistra)
                                         (https://muzeumslaskie.pl)
                  Nella provincia lo attendeva il generale Alberto de Marinis Stendardo di
             Ricigliano, nominato nel gennaio del 1920 rappresentante italiano presso la
             Commission interalliée de gouvernement et de plébiscite de Haute-Silésie, ovvero l’organo
             di  vertice  dell’apparato  politico  e  amministrativo  allestito  dagli  Alleati  per
             gestire l’Alta Slesia : si trattava di un organo per molti versi destinato ad anti-
                               (15)
             cipare esperienze come quella, recentissima, della Coalition Provisional Authority
             irachena.
                  Anche in questo caso si trattava di una scelta meditata: tra l’estate e il
             dicembre 1917, de Marinis alla guida della brigata Livorno in qualità di colon-
             nello i.g.s. era stato decorato con ben tre medaglie d’argento, riportando anche
             gravi ferite. Ma soprattutto, de Marinis era appena reduce dell’Albania dove al
             comando della brigata “Tanaro” aveva preso parte ad una fra le più difficili ope-
             razioni tra quelle affrontate dal Regio Esercito nell’immediato post-conflitto .
                                                                                      (16)
             (15)  La Commissione Interalleata si era formalmente insediata ad Oppeln (Opole) l’11 febbraio 1920.
             (16)  Come noto, la presenza italiana in Albania era destinata di lì a poco a cessare: ai primi del-
                  l’agosto del 1920, dopo una serie di scontri armati, il governo Giolitti, dando seguito al

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