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ALL’ALBA DEL PEACEKEEPING
Versailles, Galerie des Glaces
In primo piano il tavolo della firma del Trattato
(https://gallica.bnf.fr)
O ancora, come qualificare sul piano giusinternazionalistico la Legione
Redenta che, organizzata dal Maggiore dei Carabinieri Reali Cosma Manera con
ex-militari austroungarici di etnia italiana liberati dai campi di prigionia russi, fu
impiegata contro i bolscevichi nella remota regione di Vladivostok ?
(10)
Anche l’invio di contingenti multilaterali per vigilare ai sensi del Trattato
di Versailles sui plebisciti che avrebbero dovuto decidere l’appartenenza nazio-
nale di intere regioni, a ben vedere presentava non poche criticità.
Proprio sotto questo profilo la vicenda dell’Alta Slesia rappresenta un
caso-studio prezioso per riflettere sui fondamenti normativi della prassi delle
cosiddette Military Operations Other Than War e in particolare delle missioni mul-
tilaterali di sostegno alla pace.
(10) Da ultimo cfr. Marina ROSSI, Il Corpo di spedizione italiano in Siberia e in Estremo Oriente. Un dif-
ficile impatto con la realtà russa, in ITALIA CONTEMPORANEA, a. 62, n. 256-257 (settembre-dicem-
bre 2009), pp. 583-598, nonché Alessandro SALVADOR, Considerazioni sul rimpatrio e la smobili-
tazione dei soldati austro-ungarici di nazionalità italiana nel primo dopoguerra, in QUALESTORIA.
Rivista di storia contemporanea, a. 42, n. 1-2 (giugno-dicembre 2014), pp. 59-75 e, infine,
Giuseppe CACCIAGUERRA, Paolo FORMICONI, Gli Italiani alla ‘Churchill’s Crusade’. I Corpi di spe-
dizione in Murmania e Siberia (1918-1919), in Virgilio ILARI (a cura di), Italy on the Rimland, cit.,
pp. 289-306 ove ampia bib.
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