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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
La sua scomparsa segnò la fine dell’interessamento italiano per lo Sciotel
al quale nel frattempo, per le insistenze del professor Sapeto, si era affiancato
quello per la località di Khur Amèra lungo il litorale arabico dello Stretto di Bab
el Mandeb, della quale il docente ne aveva trattato in un memoriale inviato nel
maggio del 1869 al nuovo ministro dell’Agricoltura Marco Minghetti. Sapeto,
per evitare che il documento finisse archiviato senza che fosse preso in adegua-
ta considerazione, ne informò anche il ministro della Real Casa Filippo Antonio
Gualterio, che ne parlò con Vittorio Emanuele II. Assai probabilmente grazie
a tale manovra il presidente del Consiglio Menabrea, nel successivo settembre,
si mise in gran segreto in contatto con il docente per avere maggiori informa-
zioni sul progetto e ne trattò anche con il ministro della Marina Riboty. Nello
stesso periodo la Camera di Commercio di Venezia aveva avanzato la richiesta
al governo di installare un’agenzia commerciale a Scec Said, a breve distanza da
Aden, proposta che era stata fatta propria dal Congresso nazionale delle camere
di commercio che iniziò i propri lavori a Genova il 27 settembre. Nel medesimo
capoluogo ligure anche la compagnia di navigazione R. Rubattino e C. aveva
cominciato a guardare al Mar Rosso per crearvi un punto d’appoggio per le cin-
que navi delle quali stava completando l’allestimento, con i quattro milioni di
lire avuti in prestito dal governo, da impiegare per i collegamenti fra Genova e
Bombay, in vista dell’ormai prossima apertura del Canale di Suez.
Grazie alla convergenza di interessi fra il governo italiano, i circoli impren-
ditoriali e la citata compagnia di navigazione, che era la medesima che nel perio-
do delle guerre d’indipendenza aveva fornito le navi per la spedizione di Carlo
Pisacane nel 1857 e di Giuseppe Garibaldi nel 1860, Menabrea e Riboty deci-
sero di assegnare a Sapeto, accompagnato in incognito dal contrammiraglio
Guglielmo Acton, il compito di visitare le coste del Mar Rosso e di acquisire un
tratto di litorale sulla sponda asiatica oppure africana .
(14)
(14) AUSMM, Raccolta di base, busta 108, fascicolo 1: minuta della lettera del ministro della Marina
Augusto RIBOTY al contrammiraglio Guglielmo ACTON redatta a Firenze nell’ottobre 1869,
con n. di prot. 2539 R e avente oggetto «Istruzioni». Acton proveniva dalla Marina borbonica
e si era segnalato per la difesa del vascello Monarca del quale era comandante in seconda
quando era stato attaccato dai garibaldini a Castellammare di Stabia nell’agosto del 1860.
Transitato nella Regia Marina italiana, aveva comandato la fregata corazzata ad elica Principe
Umberto in una lunga campagna fra il 1865 e il 1866 lungo le coste dell’America meridionale.
Durante la navigazione per rientrare in Italia, appreso dello stato di guerra con l’Austria,
aumentò il più possibile la velocità così da prendervi parte attiva e fu presente alla Battaglia
di Lissa ottenendo la Medaglia d’argento al valore militare per aver soccorso i naufraghi della
fregata corazzata ad elica Re d’Italia, vedi ivi, Biografie ufficiali, busta A1, fascicolo 9: «Marina
Militare. Comando in Capo Dipartimento M. M. dello Jonio e del Canale di Otranto. Taranto.
Estratto matricolare del Vice Ammiraglio Acton Guglielmo figlio di Carlo e di Zoè d’Albon
nato il 25 marzo 1825 a Napoli Provincia di ivi». Per maggiori informazioni sulla sua attività
vedi Mariano GABRIELE, Guglielmo Acton, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 2001.
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