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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Nel 1900 era stato allestito il Corpo di spedizione italiano in Cina destina-
to a reprimere la Rivolta dei Boxer: si trattava di un proiezione di forza impen-
sabile fino a pochi anni prima, resa possibile dal carattere multilaterale delle
operazioni militari.
Al di là di questi risalenti impegni, sarebbe temerario sostenere che all’in-
domani del Trattato di Versailles, dalle dottrine di impiego e delle regole di
ingaggio per arrivare alle condizioni che legittimavano l’intervento militare, il
quadro normativo fosse limpido. Né poteva essere diversamente se solo si
riflette sul fatto che il framework geopolitico era radicalmente differente da quel-
lo che aveva fatto da sfondo alle iniziative del Concerto europeo e necessitava
di un regole ad hoc.
D’altra parte i tempi di un diritto internazionale ancora fortemente legato
alla dimensione consuetudinaria, mal si adattavano ad un cambiamento così
rapido. Tanto più che lo scenario era estremamente frammentato ed esigeva
uno strumentario giuridico duttile e raffinato.
In alcuni contesti, come nel caso della Ruhr tra il 1918 e il 1920 era pos-
sibile appellarsi alle consolidate regole dell’occupazione militare .
(7)
In altri casi, come per la commissione di delimitazione dei confini tra
Grecia e Albania istituita nel 1921, si potevano considerare precedenti utili i
protocolli di fine Ottocento . A fronte di altri scenari, però, si registrava un
(8)
vero e proprio corto circuito normativo.
Sempre per restare legati all’esperienza italiana, in quale fattispecie inqua-
drare l’impiego del Corpo di spedizione italiano in Murmania che, a partire
dall’agosto del 1918, combatté prima i tedeschi e poi i bolscevichi russi senza
praticamente soluzione di continuità ?
(9)
MIĘDZYNARODOWEGO, a. 1, n. 1. (2006), pp. 77-101 e in particolare pp. 78-81. Ferdinando
ANGELETTI, La missione dei carabinieri a Creta e in Macedonia. Tra politica di potenza e germi di peacekee-
ping, in Virgilio ILARI (a cura di), Italy on the Rimland. Storia militare di una Penisola eurasiatica. Tomo
I. Intermarium, Roma, SOCIETÀ ITALIANA DI STORIA MILITARE, 2019, pp. 223-230, ove bib.
(7) Cfr. Stefano MANNONI, Potenza e ragione, cit., pp. 165-167 e con particolare riferimento alle
vicende delle occupazioni armistiziali, cfr. Alessandra ANNONI, L’occupazione ‘ostile’ nel diritto
internazionale contemporaneo, Torino, Giappichelli, 2015, in particolare pp. 80-82.
(8) Come noto, la missione finì tragicamente determinando una gravissima crisi internazionale,
cfr. da ultimo Alessandro VAGNINI, La Commissione di delimitazione dei confini albanesi e l’incidente
di Giannina, in Alberto BECHERELLI, Andrea CARTENY (a cura di), L’Albania indipendente e le rela-
zioni italo-albanesi (1912-2012). Atti del Convegno in occasione del centenario dell’indipenden-
za albanese - Sapienza, 22 novembre 2012, Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2013, pp. 139-155.
(9) In merito cfr. Marina ROSSI, Eserciti dell’Intesa e popolazioni nei territori della Russia occupata. Il
Corpo di spedizione italiano in Murmania 1918-1919, in ITALIA CONTEMPORANEA, a. 62, n. 256-
257 (settembre-dicembre 2009), pp. 573-581 e Alessandro VAGNINI, Il corpo di spedizione ita-
liano in Murmania (1918-1919), in Giordano ALTAROZZI (ed.), The Proceedings of the ‘European
Integration - Between Tradition and Modernity’ Congress, vol. 6, Tîrgu-Mureş, Editura Universităţii
‘Petru Maior’, 2015, pp. 554-570 ove bib.
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