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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Il contingente alleato, inviato nel 1920 nella provincia dell’Impero tedesco
per garantire la regolarità delle votazioni che avrebbero dovuto sciogliere il nodo
dell’appartenenza nazionale di questo territorio, infatti si trovò coinvolto in una
spirale di eventi sempre più drammatici che culminò in quello che può essere
considerato come un precoce caso di conflitto armato non-internazionale.
In questo saggio mi limiterò a inquadrare le premesse che hanno portato
all’intervento in Alta Slesia, così da poter far emergere la problematica relazione
tra aspirazioni nazionali, interessi egemonici e diritto internazionale, rinviando
ad un successivo lavoro l’analisi dell’impiego del contingente alleato in questo
delicato teatro operativo.
2. «La tradotta che parte…»
L’afflusso del contingente italiano nell’Alta Slesia era iniziato nel febbraio
del 1920: da Verona, percorrendo Austria e Repubblica Ceca, nove convogli fer-
roviari avevano trasportato le truppe fino a Cosel (Koźle), dove fu posto il
comando, a Ratibor (Racibórz) e a Leobschütz (Głubczyce) . Lo sforzo logi-
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stico era stato significativo: oltre al 135° Reggimento di fanteria “Campania” su
tre battaglioni, il contingente comprendeva un gruppo di artiglieria da campa-
gna, tratto dall’8° Reggimento artiglieria, su due batterie dotate dell’onnipresen-
te cannone da 75/27 mod. 1906, adeguati assetti logistici e del genio, un ospe-
dale da campo con cinquanta posti letto e, infine, il 458° Plotone Carabinieri
Reali : complessivamente 166 ufficiali e 3.259 sottufficiali e truppa che anda-
(12)
vano ad affiancare consistenti forze francesi .
(13)
(11) Cfr. Peter HERDE, Le truppe italiane in Alta Slesia dal 1920 al 1922, in Antonio SCOTTÀ (a cura
di), La Conferenza di pace di Parigi fra ieri e domani (1919-1920): atti del Convegno Internazionale di
studi, Portogruaro-Bibione, 31 maggio-4 giugno 2000, Soveria MANNELLI, 2003, pp. 317-336.
(12) Cfr. Piero CROCIANI, Il contingente italiano in Slesia (1920-1922), in Romain H. RAINERO, Paolo
ALBERINI (a cura di), Missioni militari italiane all’estero in tempo di pace 1861-1939. Atti del
Convegno di studi tenuto a Milano presso la Scuola militare dell’Esercito nei giorni 25-26
ottobre 2000, Roma, Commissione Italiana di Storia Militare, 2001, pp. 273-293.
(13) Cfr. Piero CROCIANI, Il contingente italiano in Slesia (1920-1922), in Romain H. RAINERO, Paolo
ALBERINI (a cura di), Missioni militari italiane all’estero in tempo di pace 1861-1939, cit., pp. 289-291.
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La Francia aveva schierato la 46 divisione di fanteria, composta da reparti di chasseurs alpins e di
chasseur à pied - ovvero da reparti scelti, ribattezzati dalla pubblicistica di guerra diables bleus per il
loro valore -, dal 12° Ussari, da un reggimento di artiglieria oltre che da consistenti reparti di sup-
porto dotati anche di mezzi corazzati, per un complesso di circa dodicimila uomini. Sulla parte-
cipazione francese, cfr. Rémy PORTES, Haute-Silésie 1920-1922. Laboratoire des leçons oubliées de l’ar-
mée française, Paris, Riveneuve, 2009. Per altro l’esercito francese era contemporaneamente dispie-
gato in diversi teatri, si veda anche Olivier FORCADE, Interposition Françaises dans le cadre des traits de
paix en Hongrie, Haute-Silésie et Turquie de 1918 à 1923, in AA.VV., Maintien de la Paix de 1815 à
aujourd’hui. XXI e Colloque de la Commission internationale d’histoire militaire. Colloque tenu du 20 au 26
août 1995 dans la ville de Québec / Peacekeeping 1815 to Today. Proceedings of the XXI Colloquium
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