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ALL’ALBA DEL PEACEKEEPING



                     Occorre  cambiare  visuale  e
               adottare un punto di vista sensibile
               alla dimensione giuridica, ad un dirit-
               to  internazionale,  per  altro,  che
               all’indomani del Trattato di Versailles
               aveva assunto inedite tonalità.
                     Là dove, a fondamento di que-
               sta trascolorazione stava una precisa
               opzione a carattere filosofico, prima
               ancora che ideologico, espressamen-
               te rivendicata nei Fourteen Points che
               il  presidente  Woodrow  Wilson,  già
               brillante  politologo  a  Yale,  aveva
               individuato  come  obbiettivi  impre-
               scindibili per gli Stati Uniti innanzi al
               Congresso  l’8  gennaio  1918.
               Imbevuto  di  idealismo  liberale,  il
               progetto wilsoniano, accanto al rico-
               noscimento  della  libertà  dei  mari,
               del  liberoscambismo,  della  tutela     Il Presidente degli Stati Uniti d’America
               delle  minoranze,  finiva  per  ridise-  Thomas Woodrow Wilson (1856-1924)
                                                                  (https://it.wikipedia.org)
               gnare  i  confini  interni  dell’Europa,
               nel momento in cui all’insegna del principio di autodeterminazione dei popoli
               decretava  la  fine  degli  imperi  sovranazionali  e  la  formazione  di  uno  Stato
               polacco.
                     «Vaste programme», avrebbe potuto sobriamente osservare un de Gaulle
               dopo  avere  conosciuto  il  contenuto  dei  Quattordici  Punti.  Più  sarcastico  fu
               invece  il  commento  del  presidente  francese  Georges  Clemenceau,  «Le  bon
               Dieu n’en avait que dix!», che però non tardò ad aderire formalmente al proget-
               to wilsoniano, come del resto fecero anche i governi inglese e italiano. In realtà,
               tra il principio che sanciva la nascita della Polonia e quello che proclamava il
               diritto  all’autodeterminazione  dei  popoli  c’era  uno  scarto  che  le  delegazioni
               convenute alla Conferenza di Parigi si trovarono a dover colmare: come adatta-
               re le esigenze territoriali del nuovo Stato polacco con la presenza di minoranze
               germanofone che in alcune aree di confine divenivano maggioranze?
                     L’art. 87 del Trattato di Versailles imponeva alla Germania l’obbligo di
               riconoscere la piena indipendenza della Polonia e di rinunciare a suo favore a
               oltre cinquantunomila chilometri quadrati del proprio territorio.


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