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PROSPETTIVE EUROPEE



                  Infine, in ogni caso una violazione dei diritti umani non sussiste in quanto
             il legislatore europeo “ha garantito il rispetto del diritto all’audizione nello Stato
             membro di esecuzione”, come previsto dall’articolo 14 della Decisione .
                                                                                 (40)
                  Nel caso Melloni  la sentenza resa il 23 febbraio 2013 riguardava un rin-
                                  (41)
             vio pregiudiziale proposto dalla Corte costituzionale spagnola e imperniato su
             tre quesiti. Nello specifico, in primo luogo, “se l’articolo 4-bis, paragrafo 1, della
             decisione quadro 2002/584 debba essere interpretato nel senso che osta a che
             l’autorità giudiziaria dell’esecuzione, nei casi indicati dalla medesima disposizio-
             ne, subordini l’esecuzione di un mandato d’arresto europeo emesso ai fini del-
             l’esecuzione di una pena alla condizione che la sentenza di condanna pronuncia-
             ta in absentia possa essere oggetto di revisione nello Stato membro emittente”.
                  La seconda questione verteva sulla “compatibilità dell’articolo 4-bis, paragrafo
             1, della decisione quadro 2002/584 con le esigenze derivanti dal diritto ad una tutela
             giurisdizionale effettiva e ad un processo equo previsto dall’articolo 47 della Carta
             nonché dai diritti della difesa garantiti dall’articolo 48, paragrafo 2, della stessa”.
             Infine, “se l’articolo 53 della Carta debba essere interpretato nel senso che esso con-
             sente allo Stato membro di esecuzione di subordinare la consegna di una persona
             condannata in absentia alla condizione che la sentenza di condanna possa essere
             oggetto di revisione nello Stato membro emittente, al fine di evitare una lesione del
             diritto ad un processo equo e ai diritti della difesa garantiti dalla sua Costituzione”.
                  Quanto al primo quesito, ancora una volta sulla scorta di un’interpretazione
             restrittiva delle disposizioni contenute nella Decisione, la Corte stabiliva che “l’ar-
             ticolo 4-bis, paragrafo 1, della decisione quadro 2002/584 deve essere interpretato
             nel senso che osta a che l’autorità giudiziaria dell’esecuzione, nei casi indicati dalla
             medesima disposizione, subordini l’esecuzione di un mandato d’arresto europeo
             emesso ai fini dell’esecuzione di una pena alla condizione che la sentenza di con-
             danna pronunciata in absentia possa essere oggetto di revisione nello Stato mem-
             bro emittente”. Sulla seconda questione, la Corte riteneva che l’art. 4-bis, paragra-
             fo 1, della Decisione non fosse lesivo né del diritto a una tutela giurisdizionale
             effettiva e ad un processo equo né dei diritti della difesa, garantiti, rispettivamente,
             dagli articoli 47 e 48, paragrafo 2, della Carta. In particolare, la Corte, conforman-
             dosi  ad  un  orientamento  interpretativo  seguito  dalla  Corte  europea  dei  diritti
             dell’uomo nell’interpretazione dell’art. 6 CEDU, par. 1 e 3, hanno sostenuto che
             non sussiste violazione del diritto a un equo processo nei casi in cui l’individuo
             sia stato informato relativamente alla data ed al luogo di celebrazione del processo,
             oppure quando sia stato assistito da un difensore nominato di fiducia.
             (40)  Corte di giustizia, Grande Sezione, sentenza del 29 gennaio 2013, Radu, causa C-396/11,
                  punti 34, 36-39.
             (41)  Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Constitucional, Madrid (Spagna) il
                  28 luglio 2011 - Procedimento penale a carico di Stefano Melloni (Causa C-399/11).

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