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PROSPETTIVE EUROPEE



                  Grazie  all’inserimento  della  materia  fra  le  competenze  dell’Unione,  le
             Istituzioni comunitarie hanno potuto emanare non solo atti volti all’integrazio-
             ne europea nel settore della giustizia penale (si pensi alla richiamata Decisione
             Quadro sul MAE), ma anche provvedere alla costituzione di forme alternative
             di collaborazione fra gli Stati con l’obbiettivo di realizzare uno “spazio penale
             europeo”. Nello specifico, l’intento dell’UE era quello di creare un’area in cui vi
             fosse un effettivo coordinamento tra le diverse autorità nazionali incaricate di
             esercitare l’azione penale, sia in termini di scambio di informazioni e dati, sia
             nella conduzione delle indagini .
                                           (14)
                  Un  esempio  è  stata  l’istituzione  di  Eurojust  con  Decisione  2002/187/
             GAI del Consiglio, il cui compito consiste nel potenziare l’efficienza dell’azione
             delle autorità nazionali impegnate nella lotta contro gravi forme di criminalità
             organizzata e transnazionale e nel fornire ai soggetti competenti assistenza giu-
             diziaria  in  materia.  L’Eurojust  si  compone,  infatti,  di  un’unità  di  magistrati
             distaccati che funge sia da centro specializzato a livello giudiziario, sia da inter-
             locutore principale nell’adozione di misure efficaci contro la criminalità organiz-
             zata transnazionale all’interno dell’Unione europea. Attraverso specifiche riu-
             nioni di coordinamento, coinvolge poi le autorità giudiziarie e investigative pro-
             venienti dagli Stati membri nell’elaborazione di piani d’azione o di specifiche
             attività operative per contrastare fattispecie di reato individuate come prioritarie
             dal Consiglio dell’Unione europea quali, fra gli altri, terrorismo, traffico di stu-
             pefacenti, tratta di esseri umani e riciclaggio di denaro.
                  Altro esempio è costituito da Europol, agenzia specifica dell’UE che si
             occupa di intelligence in ambito criminale, favorendo lo scambio di informazio-
             ni tra le forze di polizia degli Stati membri e offrendo, dunque, un supporto
             concreto alle indagini contro gravi forme di criminalità organizzata transnazio-
             nale.  Per  svolgere  le  sue  funzioni,  l’Europol  gestisce  un  sistema  elettronico
             d´informazione, alimentato direttamente dagli Stati membri e accessibile per
             consultazione delle unità nazionali o da altri soggetti debitamente autorizzati.
                  Nel medesimo contesto si inserisce, la Rete Giudiziaria Europea (o RGE)
             in materia penale, istituita dall’azione comune 98/428/GAI e regolata attual-
             mente dalla Decisione del Consiglio 2008/976/GAI. Tramite l’individuazione
             in ciascuno Stato membro di persone competenti che svolgono un ruolo fon-
             damentale sul piano pratico nel settore della cooperazione giudiziaria in materia
             penale (i cosiddetti Punti di contatto), lo scopo della RGE consiste nella crea-
             zione di un network di esperti per assicurare la corretta esecuzione delle richieste
             di assistenza giuridica.


             (14)  APRILE,  Diritto  processuale  penale  europeo  e  internazionale,  Padova,  2007;  KOSTORIS  (a  cura
                  di), MANUALE DI PROCEDURA PENALE EUROPEA, Milano, 2015, pagg. 15 e ss.

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