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IL MANDATO DI ARRESTO EUROPEO



                     Nel 2009, il Trattato di Lisbona consacrava il principio del mutuo ricono-
               scimento  come  il  pilastro  della  cooperazione  giudiziaria  penale.  L’art.  82.1
               TFUE  stabilisce,  infatti,  che  «La  cooperazione  giudiziaria  in  materia  penale
               nell’Unione è fondata sul principio del riconoscimento reciproco delle sentenze
               e delle decisioni giudiziarie».
                     Per  completezza,  va  ricordato  che  l’intensificazione  degli  sforzi  volti  a
               estendere l’operatività di questo principio non si basava esclusivamente sulla
               necessità  di  rispondere  prontamente  alle  conseguenze  negative  dei  traguardi
               raggiunti con la realizzazione del mercato unico europeo. Un ulteriore fattore
               era  costituito,  infatti,  dalla  progressiva  convinzione,  in  seno  agli  Stati
               dell’Unione, che il principio di mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie
               fosse lo strumento più adatto, perché più rapido e meno ambizioso del progetto
               di raccordo delle diverse legislazioni europee, per la realizzazione dell’integra-
               zione europea nel settore della giustizia penale.
                     Tuttavia, per lo Stato di volta in volta chiamato ad eseguire o a tener conto
               di un provvedimento adottato da un’autorità giudiziaria estranea, non poche
               sono le problematiche connesse all’operatività del principio del mutuo ricono-
               scimento. Le principali difficoltà nel riconoscere l’equivalenza di un’altra deci-
               sione giudiziaria risiedono, per esempio, nella legittimazione democratica delle
               norme penali e processuali che sono alla base del provvedimento stesso, cosi
               come nella sufficiente garanzia che i diritti fondamentali e i principi cardine
               dello Stato di diritto siano stati rispettati, sia nella fase processuale sia in quella
               esecutiva, dall’ordinamento emanante .
                                                    (13)
                     Ai fini di questa analisi, fra i principali atti normativi basati sul principio
               del  mutuo  riconoscimento  delle  decisioni  giudiziarie  adottati  dagli  organi
               dell’Unione,  rileva  citare  la  Decisione  Quadro  del  Consiglio  dell’UE
               2002/548/GAI istitutiva del Mandato di Arresto Europeo (o MAE). Come si
               vedrà  nei  paragrafi  successivi,  infatti,  l’applicazione  delle  disposizioni  della
               richiamata Decisione si è spesso scontrata con i menzionati aspetti problematici
               connessi  all’operatività  del  principio  del  mutuo  riconoscimento,  richiedendo
               sovente  l’intervento  chiarificatore  ed  ermeneutico  della  Corte  di  Giustizia
               dell’Unione europea.

               c. La creazione di uno “spazio penale europeo”

                     Come già osservato, a partire dagli Accordi di Schengen, la cooperazione
               giudiziaria in ambito penale fra gli Stati europei ha subito nette modifiche da un
               punto di vista operativo.

               (13)  PELLEGRINO, Cooperazione giudiziaria nella UE dalle origini alla procura europea, cit., pag. 57.

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