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PROSPETTIVE EUROPEE



                  È  plausibile  sostenere  che  la  sempre  maggiore  necessità  di  realizzare
             forme efficaci di cooperazione giudiziaria penale tra gli Stati europei abbia rap-
             presentato un’esigenza sviluppatasi contestualmente al raggiungimento di altri
             traguardi, di carattere più marcatamente economico, in ambito europeo .
                                                                                  (1)
                  Com’è noto, la creazione di un mercato unico e comune, pietra angolare
             nella progressiva costruzione della cosiddetta integrazione europea, prevedeva
             la realizzazione di uno spazio senza frontiere interne nel quale assicurare quat-
             tro libertà fondamentali: libera circolazione di merci; libera circolazione di per-
             sone; libera circolazione di servizi; libera circolazione di capitali .
                                                                          (2)
                  La conclusione, tra il 1985 e il 1990, dell’Accordo e della Convenzione di
             Schengen, nel 1999, il cosiddetto “acquis” di Schengen, cioè, l’insieme delle regole
             adottate sulla base dei due Accordi predetti, veniva integrato nel quadro istitu-
             zionale e giuridico della neo-istituita Unione europea (UE) in virtù di un proto-
             collo allegato al Trattato di Amsterdam , finalizzando quel progetto di realizza-
                                                  (3)
             zione di uno spazio senza frontiere interne, nel quale assicurare le menzionate
             libertà  fondamentali.  L’abbattimento  delle  frontiere  ebbe,  però,  come  conse-
             guenza negativa un notevole incremento della criminalità da un punto di vista
             quantitativo e spaziale. Alcune organizzazioni, per effetto del fenomeno cono-
             sciuto come “forum shopping”, furono in grado di scegliere come sede dei propri
             affari Paesi che avevano una normativa penale meno severa o un sistema proces-
             suale meno efficiente che consentisse loro di espandere le attività criminose e di
             operare con un margine più ampio di libertà . Inoltre, all’incremento della cri-
                                                        (4)
             minalità transfrontaliera si aggiunse il crescente fenomeno del terrorismo inter-
             nazionale che, soprattutto, esigeva una rapida risposta in grado di contrastare
             efficacemente il problema, ma che fosse, al tempo stesso, condivisa a livello euro-
             peo in modo unitario. Nel tentativo di arginare tali conseguenze, gli Stati europei
             individuarono nel rafforzamento dello strumento della cooperazione giudiziaria
             penale gli estremi per fornire una risposta efficace alle predette problematiche.

             (1)   APRILE, Diritto processuale penale europeo e internazionale, Padova, 2007, pag. 12; GALGANO, Il
                  riflesso giuridico della globalizzazione, in VITA NOTARILE, 2002, pag. 51; PECCIOLI, UE e criminalità
                  transnazionale. Nuovi sviluppi, Torino, 2005, pagg. 10 ss.
             (2)   GAJA e ADINOLFI, Introduzione al diritto dell’Unione europea, Roma, 2010, pagg. 5 ss.
             (3)   L’Accordo fu firmato il 2 ottobre 1997 dagli allora 15 paesi dell’Unione europea ed entrò in
                  vigore  il  1º  maggio  1999.  Nello  specifico,  con  la  decisione  1999/435/CE  del  Consiglio
                  dell’Unione europea del 20 maggio 1999 venne adottato l’elenco degli elementi che compon-
                  gono l’acquis di Schengen.
             (4)   MARANELLA,  Cooperazione  Giudiziaria  e  di  Polizia  in  materia  penale,  in  Estratto  del  volume
                  aggiornamento XV della Enciclopedia giuridica Treccani, Roma, 2007, pag. 2; GALGANO, Il
                  riflesso giuridico della globalizzazione, cit., 2002, pag. 49; DE FRANCESCO, Internazionalizzazione del
                  diritto e della politica criminale verso un equilibrio di molteplici sistemi penali, in DIR. PEN. PROC., 2003,
                  pag. 7; SALAZAR, La costruzione di uno spazio penale comune europeo, in LEZIONI DI DIRITTO PENALE
                  EUROPEO (a cura di GRASSO e SICURELLA), Torino, 2007, pagg. 455 e ss.

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