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LE SOFT SKILLS QUALI DETERMINANTI DEI COMPORTAMENTI TRA NORMA E RELAZIONE



                  Da qui la necessità di costituire delle relazioni coerenti per tipologia e qua-
             lità, capaci di:
                  •  configurare un circolo virtuoso di know-how a sostenere, rendere fluidi e
             flessibili  i  processi  produttivi  aziendali,  per  mantenere  attiva  la  propositività
             competitiva rispetto all’ambiente e al mercato;
                  •  consentire al management di disporre delle leve più efficaci per indiriz-
             zare i comportamenti organizzativi, per influenzare il corso degli eventi all’in-
             terno e all’esterno del sistema organizzativo, per superare le resistenze e le iner-
             zie e per indurre collaboratori, colleghi, superiori, partner o concorrenti a muo-
             versi lungo le direttrici strategiche da realizzare.
                  L’importanza di costruire le competenze e le relazioni indispensabili per il
             funzionamento  ed  il  successo  prospettico  dell’organizzazione  trova  ulteriore
             riscontro nella capacità del sistema organizzativo di gestire le opportune com-
             binazioni tra i due aspetti considerati all’interno di un’attività continua (un vero
             e proprio processo dialettico) di acquisizione, di manutenzione e di valorizza-
             zione di entrambe.


             3. Le soft skills
                  La complessità dell’attuale contesto economico-sociale spinge le organiz-
             zazioni  ad  abbandonare  modelli  di  gestione  di  tipo  tradizionale  a  favore  di
             modelli manageriali complessi, il cui scopo è quello di favorire un continuo pro-
             cesso di adattamento alla variabilità ambientale; modelli manageriali nuovi com-
             portano un necessario ripensamento dei fattori critici di successo, del modo di
             intendere il lavoro e di gestire le relazioni. La descrizione dell’attuale contesto
             trova una sintesi efficace nell’acronimo VUCA che sta per velocity, uncertainty,
             complexity and ambiguity .
                                  (15)
                  D’altra parte, come mai si era visto fino ad ora, le organizzazioni rivaluta-
             no il ruolo del capitale umano e, in particolare nei processi di selezione e for-
             mazione del personale, consci del fatto che “nella nuova economia sarà soprat-
             tutto l’individuo, con il suo patrimonio fatto di competenze, conoscenze, idee,
             relazioni, comportamenti, il vero asset strategico su cui investire” ; spostano
                                                                            (16)
             l’attenzione sulle capacità di natura comportamentale e personale dei profili
             professionali ricercati, fermi restando i capisaldi di natura tecnico/professiona-
             le connotativi di un “mestiere”.

             (15)  L’acronimo VUCA è stato introdotto nel 1987 da Warren Bennis e Burt Nanus.
             (16)  Si veda S. PANEFORTE, Economia Italiana, Capitale Umano e Organizzazione Aziendale nello scenario
                  competitivo, 2001.

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