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LE SOFT SKILLS QUALI DETERMINANTI DEI COMPORTAMENTI TRA NORMA E RELAZIONE
a. Le competenze quali fattori che influenzano e connotano i comportamenti
Prima di affrontare il tema delle soft skills per capire come esse si inserisco-
no nel sistema di valori e di comportamenti caratteristici di un’organizzazione,
è necessario definire l’esatta portata del termine “competenza” in quanto fon-
damentale per riuscire a comprendere a pieno il modo di agire di un’organizza-
zione.
Quando parliamo di competenze, l’elemento centrale della trattazione
diviene il capitale umano, questo perché con tale nozione si può intendere il mix
di conoscenza e abilità che sono proprie dell’uomo e che si sviluppano e si rin-
novano in relazione al contesto di riferimento.
In realtà, definire esattamente la portata del termine risulta assai arduo
poiché di tale definizione ne esistono varie interpretazioni e non sempre univo-
che. Si può affermare, pertanto, con certezza, che i veri produttori di compe-
tenze sono, senza ombra di dubbio, proprio le persone che si collocano al cen-
tro dell’organizzazione, ponendosi come “filtro” tra l’ambiente interno ed
esterno.
Esistono due filoni di pensiero riguardo alle competenze, il primo di
matrice psicologico-comportamentale connesso alle competenze individuali,
(9)
il secondo di tipo strategico-razionale legato alle competenze distintive e ad una
logica organizzativa di tipo top-down. Le prime presentano una natura compor-
tamentale, ragion per cui fanno leva sui processi che interessano la gestione
delle risorse umane all’interno dell’organizzazione, le seconde, di natura strate-
gico-aziendale, cercano di diffondere all’interno valori e modelli di successo.
Le competenze individuali esprimono quelle che vengono considerate
(10)
caratteristiche intrinseche della persona, ovvero la “componente profonda e
(9) “Il comportamento individuale si riferisce alle competency ovvero al modo di agire delle persone nel contesto
organizzativo, nelle reti di relazione e nel sistema di attese reciproche. In modo particolare ci si riferisce ai
comportamenti individuali, quando si esprime ciò che l’individuo fa in quanto osservabile, tangibile, misura-
bile. Il comportamento individuale rappresenta, infatti, il modo visibile messo in atto da un individuo nella
conduzione dei suoi rapporti con gli altri. In ogni comportamento vien compreso: il cosa (ovvero il contenuto);
il perché (la motivazione), il chi (soggetto dell’ambiente a cui è rivolto il cosa) ed il come (modo di configurare
lo scambio tra individuo e ambiente). La motivazione al comportamento è misurata dal raggiungimento dello
scopo proposto. In altri termini il comportamento individuale esprime la maturità psicologico-comportamentale
(saper essere) nel combinare le conoscenze (sapere) e le capacità (saper fare) orientandole al raggiungimento
di uno scopo (prestazione)”, si veda S. PANEFORTE, La gestione delle persone nell’impresa, CEDAM,
1999. Per approfondimenti si veda E. DE GRADA, Introduzione alla psicologia sociale, Bulzoni
Editore, Roma, 1972.
(10) Le competenze individuali si articolano in tre categorie: le conoscenze, le capacità ed i com-
portamenti. Le prime si collegano al “sapere”, dunque fanno riferimento all’apprendimento
sviluppato nel contesto organizzativo. Le capacità attengono al “saper fare”, si riferiscono
all’esperienza maturata e all’applicazione pratica delle conoscenze. Infine, i comportamenti
riguardano il “saper essere”, ovvero come le persone reagiscono nel contesto di riferimento
e nel sistema relazionale di cui fanno parte.
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