Page 203 - Rassegna 2019-1
P. 203
NAPOLEONE E I SUOI ‘SERVIZI SEGRETI’
In questo documento fornisce numerosi consigli di vita e di governo al
giovane Eugenio. Gli scrive di quali persone fidarsi… in genere nessuna nella
sua posizione di viceré e meno che mai dei diplomatici stranieri: Ne montrez pas
trop d’empressement aux étrangers; il n’y a jamais rien à gagner avec eux. Un ambassadeur
ne dira pas bien de vous, parce que leur métier est de dire du mal. Les ministres étrangers
sont, dans la force du terme, des espions titrés… Ma era esattamente quello che egli
stesso pretendeva dai suoi diplomatici e quindi riteneva, peraltro a ragione, che
anche le altre Corti facessero lo stesso.
Il giovane principe non doveva fidarsi nemmeno delle spie di mestiere:
N’ajoutez aucune foi aux espions. Il y a plus d’inconvénients que d’avantages à en avoir…
Votre police militaire qui vous assure de vos troupes, est tout ce qu’il vous faut…
Probabilmente secondo Napoleone, che pure si avvaleva di numerosi informa-
tori, il giovanissimo principe non era ancora maturo abbastanza per maneggia-
re, con discernimento, potenziali spie, delle quali appunto egli non aveva una
grande stima. Ne spingeva, però, le attività.
Il 20 dicembre 1811 ordinò a Maret di scrivere in cifra al barone Bignon
(23)
che, se la guerra fosse scoppiata, il Barone sarebbe stato inserito nel suo
Quartier Generale per fargli dirigere la polizia segreta, comprendente anche lo
spionaggio nell’esercito nemico, la traduzione delle lettere intercettate, i rappor-
ti dei prigionieri e che dunque era necessario che il barone iniziasse a organiz-
zare una rete segreta per l’Armata comprendente due Polacchi, ex militari, intel-
ligenti che parlassero bene il russo, molto fidati e che uno conoscesse bene la
Lituania e l’altro la Podolia [attualmente regione in Ucraina], e l’Ucraina; occor-
reva un terzo elemento che parlasse il tedesco e conoscesse bene la Livonia e la
Curlandia . Questi tre ufficiali erano necessari soprattutto per l’interrogatorio
(24)
dei prigionieri dai quali si potevano trarre informazioni interessanti. A loro
volta queste persone avrebbero dovuto avere alle loro dipendenze una dozzina
di agenti ben scelti e pagati secondo l’utilità delle informazioni fornite.
Iniziando questa organizzazione, il Bignon doveva già avvalersi dei tre agenti
corrispondenti sulla strada di Pietroburgo, a Vilna [oggi Vilnius N.d.A.] e Riga;
su quella di Riga, dell’agente a Memel (città lituana), sulle strade per Kiev; e
altresì mettere corrispondenti sulle strade che da Bucarest portavano a
Pietroburgo, a Mosca e a Grodno (Bielorussia); di inviare altri agenti a Riga, a
Dunabourg (Lettonia), a Pinsk, (Bielorussia) nelle paludi. E completava la let-
tera indicando che se le informazioni fossero state di grande interesse, avrebbe
(23) Louis Pierre Edouard Bignon aveva iniziato come segretario di un generale. Notato da
Talleyrand, aveva iniziato la sua carriera di diplomatico e nel 1809 era stato nominato ammi-
nistratore generale dell’Austria e poi incaricato d’affari in Polonia. Fu nominato barone
dall’Imperatore per i suoi meriti verso la Francia.
(24) Due regioni storiche dell’area baltica.
201

