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TRIBUNA DI STORIA MILITARE




          preparò  le  istruzioni  che  furono,  date  il  30  agosto  di  quell’anno,  all’Armata
          d’Italia, affinando ulteriormente la sua conoscenza dei territori.
               In quel periodo successe qualcosa che non andò a discapito del giovane
          generale  ‘topografo’.  Per  il  Ministero  della  Guerra  egli  non  aveva  raggiunto
          alcuno dei comandi assegnati e quindi fu dichiarato decaduto dal suo ruolo e
          rango, ma allo stesso tempo, per i suoi precedenti, fu incaricato di una missione
          diplomatica presso il Sultano Ottomano.
               A Parigi, però, regnava una grande confusione nel Ministero della Guerra
          per cui i decreti che lo riguardavano non ebbero applicazione. Fu quella la sua
          fortuna. Barras lo scelse il 5 ottobre 1795 come comandante della piazza di Parigi.
          Napoleone salvò la Convenzione Nazionale da un colpo di stato organizzato,
          male, dai monarchici. E a quel punto Barras lo nominò, il 26 ottobre successivo,
          generale comandante della Armata interna… era divenuto noto con il nome di
          Général Vendémmiaire per aver schiacciato i realisti il 13 Vendemmiaio (5 ottobre).
               Era uscito dalla Scuola Militare di Parigi nel 1785, luogotenente in seconda
          di sedici anni, e nel 1795 l’ormai generale Bonaparte si apprestava a lasciare la
          capitale  con  il  comando  in  capo  dell’Armata  italiana.  Iniziava  il  percorso  a
          Primo Console e poi Imperatore dei Francesi.
               Dopo aver sposato il 9 marzo 1796 Giuseppina vedova Beauharnais, l’11
          marzo seguente Napoleone partì per l’Italia. Il passaggio di consegne con il suo
          predecessore,  Schérer  avvenne  a  Nizza  il  26  dello  stesso  mese.  Sicuramente
          durante questo incontro, gli fu spiegato il funzionamento del servizio informa-
          tivo e in particolare il ruolo di un informatore, l’avvocato Angelo Pico, che fu
          poi citato in alcune lettere del Corso. Nell’organigramma dello Stato Maggiore
          non si scriveva mai di servizio informativo né si indicava quali uffici erano pre-
          posti e chi li dirigeva, stessa prudenza fu attuata dal Comando del Corpo di Stato
          Maggiore dell’Esercito italiano che fece sparire dal suo organigramma l’Ufficio
          Informazioni e lo fece riapparire solamente nel 1906: l’Ufficio doveva rimanere
          segreto… e così probabilmente si pensò nell’Armata d’Italia più di cento anni
          prima. Il capitolo di spesa n. 3 per questo particolare tipo di servizio in capo al
          Ministero della Polizia Generale per l’anno 1810 indica chiaramente le indennità
          per gli agenti segreti, per le missioni segrete, per i corrieri, per trasferimenti di
          prigionieri e altre poste indicate, con l’approvazione di Sua Maestà Imperiale.
               Arrivato Napoleone in Italia, fu ri-organizzato lo Stato Maggiore, su sue
          indicazioni dettagliate con quattro aiutanti-generali, ognuno con precise com-
          petenze.
               Ognuno di questi aiutanti aveva degli addetti, a sua volta, tenenti o capitani
          ma anche rari civili reclutati: Jean Baptiste Rusca, generale di divisione, di stanza
          a Nizza, aveva alle sue dipendenze il Pico sopra citato.


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