Page 200 - Rassegna 2019-1
P. 200
TRIBUNA DI STORIA MILITARE
preparò le istruzioni che furono, date il 30 agosto di quell’anno, all’Armata
d’Italia, affinando ulteriormente la sua conoscenza dei territori.
In quel periodo successe qualcosa che non andò a discapito del giovane
generale ‘topografo’. Per il Ministero della Guerra egli non aveva raggiunto
alcuno dei comandi assegnati e quindi fu dichiarato decaduto dal suo ruolo e
rango, ma allo stesso tempo, per i suoi precedenti, fu incaricato di una missione
diplomatica presso il Sultano Ottomano.
A Parigi, però, regnava una grande confusione nel Ministero della Guerra
per cui i decreti che lo riguardavano non ebbero applicazione. Fu quella la sua
fortuna. Barras lo scelse il 5 ottobre 1795 come comandante della piazza di Parigi.
Napoleone salvò la Convenzione Nazionale da un colpo di stato organizzato,
male, dai monarchici. E a quel punto Barras lo nominò, il 26 ottobre successivo,
generale comandante della Armata interna… era divenuto noto con il nome di
Général Vendémmiaire per aver schiacciato i realisti il 13 Vendemmiaio (5 ottobre).
Era uscito dalla Scuola Militare di Parigi nel 1785, luogotenente in seconda
di sedici anni, e nel 1795 l’ormai generale Bonaparte si apprestava a lasciare la
capitale con il comando in capo dell’Armata italiana. Iniziava il percorso a
Primo Console e poi Imperatore dei Francesi.
Dopo aver sposato il 9 marzo 1796 Giuseppina vedova Beauharnais, l’11
marzo seguente Napoleone partì per l’Italia. Il passaggio di consegne con il suo
predecessore, Schérer avvenne a Nizza il 26 dello stesso mese. Sicuramente
durante questo incontro, gli fu spiegato il funzionamento del servizio informa-
tivo e in particolare il ruolo di un informatore, l’avvocato Angelo Pico, che fu
poi citato in alcune lettere del Corso. Nell’organigramma dello Stato Maggiore
non si scriveva mai di servizio informativo né si indicava quali uffici erano pre-
posti e chi li dirigeva, stessa prudenza fu attuata dal Comando del Corpo di Stato
Maggiore dell’Esercito italiano che fece sparire dal suo organigramma l’Ufficio
Informazioni e lo fece riapparire solamente nel 1906: l’Ufficio doveva rimanere
segreto… e così probabilmente si pensò nell’Armata d’Italia più di cento anni
prima. Il capitolo di spesa n. 3 per questo particolare tipo di servizio in capo al
Ministero della Polizia Generale per l’anno 1810 indica chiaramente le indennità
per gli agenti segreti, per le missioni segrete, per i corrieri, per trasferimenti di
prigionieri e altre poste indicate, con l’approvazione di Sua Maestà Imperiale.
Arrivato Napoleone in Italia, fu ri-organizzato lo Stato Maggiore, su sue
indicazioni dettagliate con quattro aiutanti-generali, ognuno con precise com-
petenze.
Ognuno di questi aiutanti aveva degli addetti, a sua volta, tenenti o capitani
ma anche rari civili reclutati: Jean Baptiste Rusca, generale di divisione, di stanza
a Nizza, aveva alle sue dipendenze il Pico sopra citato.
198

