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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
La diplomazia parallela sotto
lo sguardo diretto del Re sarà chia-
mata le Secret du Roi, un primo servi-
zio segreto burocratizzato: in una
stanza inaccessibile a tutti, salvo ai
pochi componenti del Gabinetto
Segreto, il Re organizzò un vero
ufficio con tre responsabili che si
sono succeduti nel tempo: Jean
Pierre Tercier, già segretario del-
l’ambasciatore di Francia in Polonia
(1738-1747), seguito da Louis
François de Bourbon, principe di
Condé (1747-1757) e poi da Charles
François de Broglie, già ambasciato-
re in Polonia (1757-1773). Il Secret
era composto da una trentina di
‘agenti’ pagati direttamente dal Re,
vincolati da un segreto totale. Tra
questi il/la più celebre fu il
Nicolas Fouquet Cavaliere d’Éon de Beaumont che,
(1615 - 1680)
(Wikipedia) in qualità di segretario dell’amba-
sciatore di Francia a Londra, inviò,
a insaputa del suo Capo, numerosissimi interessanti dispacci dall’Inghilterra ma
del quale/della quale non si ebbe mai certezza del sesso. Luigi XVI l’ammise
poi a Corte a patto che vestisse abiti femminili, ritenendo che fosse donna. I
diplomatici erano informatori privilegiati e detentori di segreti politici o militari
del Re. Questa tradizione sarà portata avanti con successo da Napoleone.
Con Luigi XVI la situazione proseguì, anche se il Re era più interessato
alle scoperte marittime che alla diplomazia internazionale e quindi anche il
Secret, pur continuando a esistere a ranghi ridotti, mutò i suoi obiettivi informa-
tivi e in parte fu disciolto per scomparire nell’estate della Rivoluzione, il 1789.
Per questa ragione alcuni autori sostengono che in sostanza alla fine
dell’Ancien Régime, essendo stato depotenziato con Luigi XVI il Gabinetto
Segreto del Re, non vi era in Francia un vero servizio informativo, anche perché
ufficialmente era compito del Ministero degli Affari esteri comunicare notizie
sui paesi stranieri . Forse non ancora completamente burocratizzata a livello
(7)
ministeriale ma l’attività informativa era ancora molto operativa.
(7) Cfr. ALAIN MONTARRAS, Le Général Bonaparte et le renseignement, Parigi, Éditions S.P.M., 2019, pag. 18.
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