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NAPOLEONE E I SUOI ‘SERVIZI SEGRETI’
Costui in realtà aveva la direzione del servizio informativo dell’Armata
d’Italia , installato a Savona, con una sua rete di agenti secondari: ognuno di
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essi aveva un suo dossier dettagliato, appuntamenti predeterminati e corrispon-
deva con Pico in base a un linguaggio convenuto. Personaggio interessante que-
sto avvocato piemontese che rese servigi notevoli a Napoleone: agiva spesso in
prima persona, sotto copertura come mercante, pastore, mendicante. Di lui non
si sono trovati fascicoli che lo riguardino ma spesso in alcuni rapporti dello
Stato Maggiore dell’Armata si legge l’indicazione: copia di una lettera del citta-
dino Pico incaricato di una missione segreta.
Napoleone lo doveva conoscere bene se il 7 aprile 1796 il generale
Masséna gli scriveva su alcuni movimenti delle truppe austriache; movimenti
che Napoleone già doveva conoscere visto che Pico gli aveva fatto di persona
la relazione sui tremila austriaci arrivati a Sassello.
Da notare: Pico aveva informato non solo Bonaparte ma anche Masséna.
Come fa ben rilevare Montarras nel suo studio , è indubbio che Napoleone
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conoscesse bene Pico ma anche che la circolazione delle informazioni sensibili
non era stata organizzata in modo chiaro, visto che le notizie erano comunicate
simultaneamente a molti generali con tutti i rischi connessi a una larga diffusio-
ne. E di questo Napoleone se ne era reso conto.
Egli fa spesso riferimento nelle sue lettere ai generali, al Direttorio e alla
questione informativa. Un esempio per tutti: in una lettera al Generale
Fiorella del 26 aprile 1796, alla vigilia della caduta di Cuneo in mani francesi,
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dà istruzioni affinché l’informatore piemontese Colli, nella notte seguente, si
rechi a Morozzo, prendendo come guida un altro informatore conoscitore del
terreno ma di guardarlo a vista perché non era possibile fidarsi completamente
di lui: di questo secondo informatore non viene dato il nome ma Napoleone
doveva ben sapere chi era se indica di non fidarsi. Il Colli doveva fornire diret-
tamente a Napoleone tutte le informazioni sul nemico e ai suoi movimenti .
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Questa era un’istruzione continua perché Bonaparte studiava attentamente i
risultati delle numerose ricognizioni e missioni, e su queste basi, oltre che sul
suo istinto militare, decideva le mosse della sua Armata.
Possiamo dire con moderna terminologia che ne faceva un’attenta analisi
mettendo insieme tutti gli scacchieri del quadro operativo, avendo così una
visione pressoché completa del campo di battaglia.
(15) SHD, SHAT, B3- 397.
(16) L’ère napoléonienne, apogée du secret de l’État?, cit., pag. 76.
(17) Pasquale Antonio Fiorella, corso, partecipò alla Campagna d’Italia e conquistò la città di
Cuneo tra il 28 e il 29 aprile 1796.
(18) Cfr. Correspondance générale, Tomo Primo, 1784-1797, lettera n. 531 del 7 floreale, anno IV, (26
aprile 1796), dal Quartier generale di Cherasco, pag. 362.
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