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TRIBUNA DI STORIA MILITARE




               Egli  aveva  ideato  una  cassetta  in  mogano  che  conteneva  compartimenti
          adatti a organizzare e classificare le informazioni sui movimenti di truppe. Ne
          fece fare una anche per il suo Stato Maggiore . Lo stesso Napoleone ne descrive
                                                    (19)
          il funzionamento in una lettera a Louis Alexandre Berthier nel 1805: i comparti-
          menti della scatola dovevano essere disposti in modo che con un sol colpo d’oc-
          chio fosse possibile, con l’aiuto dei documenti cartacei in arrivo, disporre i movi-
          menti, reggimento per reggimento, battaglione per battaglione, finanche ai distac-
          camenti poco importanti. Una persona addetta doveva aggiornare tutti gli sposta-
          menti  al  minuto.  Non  ne  era  facile  l’uso  in  campagna.  Sembra,  infatti,  che
          Napoleone avesse usato questo sistema solo nella campagna contro la Germania.
          Notevole che l’abbia ideata e dato istruzioni precise su come usarla .
                                                                         (20)
               La sua attenzione per il settore informativo non fu rivolta solamente al
          campo militare. Per delineare la propria strategia politica e militare aveva bisogno
          di conoscere quello che si agitava nei paesi nemici e amici, quale era lo spirito
          delle popolazioni, il loro livello economico, le correnti politiche in atto, le pro-
          duzioni locali e le risorse finanziarie del territorio che intendeva sottomettere o
          con  il  quale  riteneva  utile  allearsi,  oltre  ovviamente  alle  necessarie  notizie  di
          carattere militare su consistenza degli eserciti, loro armamento, loro piazzeforti
          e punti deboli delle stesse, situazione dei comandi e psicologia dei comandanti.
               Per meglio comprendere quale fosse la sua attenzione dettagliata all’infor-
          mazione non solo militare, indubbiamente sono le sue lettere. Come accennato,
          l’Imperatore scriveva moltissimo: si contano circa trentatremila epistole ai suoi
          generali (ordini, istruzioni), ai suoi parenti (consigli e ordini).
               Parte  del  panorama  informativo  doveva  provenirgli  dal  Ministero  degli
          Esteri ma Napoleone non era molto soddisfatto di questo servizio se nel luglio
          1813 rimproverava al Duca di Bassano, Hugues-Bernard Maret , che il suo
                                                                        (21)
          ministero non gli stava fornendo informazioni utili e aggiornate sulla situazione
          finanziaria  austriaca.  Per  lui  i  diplomatici  potevano  e  dovevano  comunicare,
          data la loro posizione geografica oltre frontiera, notizie circostanziate anche sui
          teatri operativi… quale era, infatti, il suo pensiero sui diplomatici in genere? Lo
          svela una lettera al principe Eugenio Beauharnais (figlio di Giuseppina), di ven-
          titré anni, da lui nominato Viceré d’Italia con un decreto del 7 giugno 1805 .
                                                                                   (22)
               Una lettera molto interessante per dimostrare come Napoleone conosces-
          se molto bene l’animo umano e fosse un fine psicologo (salvo che nelle sue
          vicende private).

          (19)  Un esemplare è in mostra al Musée de l’Armée des Invalides, a Parigi.
          (20)  Correspondance générale, cit., Tomo Quinto, lettera n. 10681, 6 agosto 1805, pag. 620.
          (21)  Ministro degli Esteri dal 1811 al 1813.
          (22)  Correspondance générale, cit., Tomo Quinto, lettera n. 10224, da Milano, 18 pratile, anno XIII (7
               giugno 1805), pagg. 386 e ss.

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