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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
erano spie, o erano spiati o erano tutti e due…e poi, sosteneva il Goldsmith,
che gli spioni della Polizia sono obbligati a fare qualche vera o falsa denunzia,
sotto pena di essere licenziati “perché bisogna che la Polizia travagli… .
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Tanto si avvale di spie e informatori tanto coerentemente teme lo spionag-
gio delle altre Corti o il tradimento interno. Un esempio: André Laa, meglio
conosciuto come Michel, agente realista al servizio del Barone d’Imbert , che
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fu condannato per spionaggio il 23 luglio 1805 e giustiziato il giorno successi-
vo . Napoleone ne aveva scritto a Fouché il 20 giugno 1805 per avere un rap-
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porto dettagliato allo scopo di portare il Laa e i suoi davanti a una commissione
penale militare .
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Così fu nel caso del capitano di vascello Pierre-Paul Dubuc di Saint Malo
e di un certo Rossolin, commerciante, ex prigioniero di guerra degli inglesi. Il
Dubuc era in realtà una spia inglese come il Rossolin. Ci fu il progetto di assol-
darli come agenti doppi contro gli inglesi. Napoleone ne volle invece fare un
esempio di come dovevano essere trattate le spie contro lo Stato francese e i
traditori .
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La sua Polizia militare era molto attiva nello scoprire spie nemiche o tra-
ditori. Molte le inchieste fatte da quell’organismo: durante il periodo
dell’Impero, soprattutto, scovarono molti disertori austriaci che invece erano
agenti spie, come il Generale Asseretto di Savona, dell’esercito austriaco, diser-
tore, o altri personaggi che avevano avuto corrispondenza con il nemico, come
Francesco Sassi della Tosa, fiorentino, figlio di un giudice e della marchesa
Cattani, Gran Maître alla Corte di Maria Luisa; Gaspare Chisenti e molti altri.
Alcuni furono condannati a morte, altri assolti ma l’occhio era sempre vigile
anche su persone molte vicine alla Corte .
(39)
Napoleone era molto attento alle intercettazioni di documenti e quando
qualcuno di questi non gli era consegnato sull’unghia , la sua furia si abbatteva
(40)
sul colpevole come nel caso segnalato al generale Louis Alexandre Berthier,
Capo di Stato Maggiore Generale dell’Armata d’Italia, il 24 giugno 1797: il
conte d’Antraigues era stato assegnato a residenza forzata al Castello Sforzesco
di Milano e aveva inviato una supplica à François Antoine Boissy d’Anglas, rap-
presentante del popolo in Lombardia, tramite la locale Polizia .
(41)
(34) LEWIS GOLDSMITH, cit., pag. 69.
(35) XAVIER LEBRET, tenente di vascello, realista.
(36) SHD, GR 5 Y 75. Attualmente non consultabile perché in restauro.
(37) Correspondance générale, cit., Tomo Quinto, lettera n. 10319, pag. 441.
(38) Per i dettagli di questa vicenda vedi il documentato interessante saggio di VIRGILIO ILARI,
L’Affaire Dubuc - 1787-1805. Bonaparte, l’India e le Spie, in COLLANA SISM, 2017.
(39) Cfr. i rapporti e le inchieste del Bureau Police Militaire in SHD, GR 18 C 17.
(40) Sur-le-champ era una frase usata continuamente da Bonaparte.
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