Page 209 - Rassegna 2019-1
P. 209

NAPOLEONE E I SUOI ‘SERVIZI SEGRETI’



             ispettore  della  polizia  austriaca  e  il  segretario  del  Consiglio  di  Guerra  della
             Corte di Vienna. Dopo la caduta dell’Impero, si rifugiò in un notevole mutismo
             forse per difesa personale o per mantenere l’aura di leggenda che si era formata
             attorno al suo nome. Nel periodo della Restaurazione fece di tutto per farsi pas-
             sare come un semplice cittadino di Strasburgo, molto benestante, fino alla sua
             morte.
                  È indubbio che egli sia stato il principale agente del Bonaparte per quello
             che riguardava il mondo di lingua tedesca, Austria e Germania. Come civile, fu
             sicuramente un’eccezione: durante il periodo napoleonico, coloro che avevano
             serio credito come agenti e incaricati di missioni di ricognizione sul terreno,
             erano i militari, e non certamente i civili per i quali si continuò usare la parola
             ‘spie’, nella sua accezione negativa. Sui militari vi era la quasi certezza che avreb-
             bero saputo mantenere il segreto anche perché come militari traditori rischiava-
             no la pena capitale. A ogni buon fine il Corso manteneva sempre prudenza nel
             dare eccessiva fiducia.
                  Come nota Arboit, forse per garantirsi una certa sicurezza, nel 1817 fece
             pubblicare in modo anonimo Bruchtücke aus dem Leben des Charles Schulmeister von
             Meinau  per accreditarsi come un gentiluomo-agricoltore: teneva alla sua buona
                   (53)
             reputazione e ci riuscì. Non era stato comunque uno stinco di santo… corrut-
             tibile… a suo modo venale… ma pur sempre una leggenda… All’epoca ancora
             lo spionaggio era considerato mestiere di traditori o persone di bassa lega.
                  L’argomento concernente Napoleone Bonaparte, la sua ‘metodologia’ dei
             servizi informativi e relativa collazione delle notizie e analisi chiederebbe molto
             più che un sintetico saggio esplorativo, come questo scritto. Argomento affa-
             scinante e complesso. In sintesi un pensiero finale: Napoleone fece applicare il
             concetto del ‘segreto di Stato’, organizzando le reti informative con un obietti-
             vo principale, anche se, come rilevato da molti studiosi, non vi era ancora un
             quadro organico giuridico per quel che riguardava la lotta contro lo spionaggio
             nemico e interno. Il regime napoleonico fu autoritario, centralizzato, ‘occhiuto’,
             perché sorvegliava le popolazioni, compresa quella francese, e le loro inclina-
             zioni politiche. Si riteneva utile coartare la libertà di pochi per la sicurezza di
             tutti.
                  Nel XIX secolo il concetto di segreto di Stato si evolverà insieme a una
             visione decisamente liberale della società.








             (53)  Frammenti della vita di Charles Schulmeister.

                                                                                     207
   204   205   206   207   208   209   210   211   212   213   214