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TRIBUNA DI STORIA MILITARE




               Alla repressione attuata presero parte anche molti Carabinieri. Ebbene, leg-
          gendo questi fatti ancora una volta affiora il vero compito degli storici del diritto
          che consiste - alla luce delle riflessioni di autorevoli studiosi delle scienze stori-
          co-giuridiche, tra i quali si annovera Antonio Palma, mio Maestro - nel chiarire
          l’origine delle varie concettualizzazioni giuridiche e spiegare, quindi, il loro carat-
          tere relativo, nel quadro di una sempre difficile storicizzazione del presente.
               Ci si accorge, così, che rovistare nel solaio della storia non è mai, non può
          essere e non è mai stato frutto di ricerca disinteressata: nessuno, con molta pro-
          babilità, studia la storia - e tanto meno la storia giuridica - per puro gusto anti-
          quario, ma la storia è una specie di magazzino di dati che vengono presi in con-
          siderazione non tanto per conoscere il passato quanto in funzione del presente.
               Un’interpretazione storica, infatti, non viene mai accettata perché veritiera
          (nulla è più mutevole della verità storica, tanto che nella medesima generazione
          possono  conviverne  più  di  una)  ma  solo  perché  appare  funzionale  rispetto
          all’oggi. Questa funzionalità dovrebbe consistere nell’attitudine a costruire con-
          senso e identità collettiva ma non sempre è così.
               Ciò mi ha suggerito di considerare lo stato di assedio nella sua evoluzione
          storica, partendo, per l’appunto, dall’inizio, ovvero dal diritto romano, nel quale
          possiamo trovare un istituto che per le sue peculiari caratteristiche ha maggior-
          mente acceso contrasti dottrinali sia tra gli storici sia tra i giuristi. Sto parlando
          del senatus consultum ultimum (s.c.u.), ossia di un decreto con il quale il Senato del
          popolo di Roma avendo accertato una situazione di emergenza e di impellente
          pericolo per la stabilità dello Stato, affidava ai consoli la cura di salvare la res
          publica. La sua aggettivazione in ultimum evidenzia in modo suggestivo la natura
          di extrema ratio del provvedimento, adottabile solo qualora venissero a crearsi
          situazioni non altrimenti fronteggiabili con gli ordinari strumenti dell’ammini-
          strazione. Appare di un certo interesse soffermare l’attenzione sulle ricostruzio-
          ni che gli autori antichi e moderni hanno presentato in merito all’essenza stessa
          dell’Istituto, che confido dimostreranno le cangianti sfumature che questo ha
          assunto nelle diverse correnti storiografiche, più o meno interessate a giustifi-
          care le situazioni politiche coeve.


          2. Le testimonianze degli antichi
               La prima testimonianza è l’opera la Congiura di Catilina scritta dallo sto-
          rico Sallustio dove si osserva (Cat. 29.2-3) come il Senato per far fronte alla ben
          nota  congiura  ordita  da  Lucio  Sergio  Catilina  per  impossessarsi  del  potere,
          decretò di tributare ai consoli il potere necessario affinché l’ordine costituito
          non venisse travolto da un eventuale ‘golpe’.


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