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NAPOLEONE E I SUOI ‘SERVIZI SEGRETI’
Questi documenti erano stati trovati su un corriere segreto mandato dal
Conte al d’Anglas ma chi l’aveva intercettato, il generale di Brigata Jean
Landrieux, le aveva fatte consegnare a Napoleone (che voleva sempre tutto e
subito), solo due giorni dopo. Napoleone ordinò di mandare Landrieux in pri-
gione per aver ritardato tale importante consegna. Minacciò di far fucilare il
Conte e comunque lo fece trasferire in un altro luogo di soggiorno obbligato,
palazzo Andreoli, con l’ordine di sorvegliarlo a vista. Egli era molto attento a
che tutti i documenti intercettati… di nemici e amici, gli fossero consegnati
quasi nel momento in cui erano scoperti e non ammetteva ritardi.
Molti autori sostengono che la cifratura durante l’era napoleonica non
ebbe particolari novità sul piano tecnico . Napoleone usava di base la cifratura
(42)
RIMINI .
(43)
La corrispondenza in cifra fu largamente utilizzata in campo militare e
diplomatico, anche come eredità del periodo precedente. Per Napoleone, spe-
cialmente durante l’Impero, l’uso della cifratura fu una procedura essenziale e i
suoi rapporti con gli stati dominati e con i suoi fratelli o parenti, messi a regnare
su vari territori .
(44)
La cifratura e relativa decifrazione dei messaggi ottenne una sua grande
attenzione e se durante i Borboni la cifra era circoscritta a un periodo di guerra
o di campagna militare, durante il Consolato e l’Impero fu una pratica che si
sviluppò ampiamente perché in molte delle sue istruzioni Napoleone scriveva
di cifrari da inviare, di corrispondenza anche fra generali tramite messaggi in
cifra, perché la sua visione strategica e l’apporto della cifra s’integravano, anche
se non ammetteva che la trasmissione d’informazioni militari fossero rallentate
dalle operazioni di cifratura. Queste istruzioni si ritrovano anche nella corri-
spondenza del generale Soult con il generale Davout quando il primo rilascia
ricevuta del cifrario marcato R. n. 30 e di quello marcato F n. 18 .
(45)
Sebbene nei suoi primi dieci anni di formazione sulla strategia e sulla tat-
tica, Napoleone non si sia mai espresso chiaramente sul settore della raccolta
informativa, è evidente che l’uomo non si fidava solo della sua intuizione ma si
(41) Correspondance générale, cit., Tomo Primo, lettera n. 1751 dell’8 Messidoro (26 giugno 1797),
pag. 1932.
(42) Cfr. ROUCAUD, cit. pag. 84.
(43) Si tratta di una procedura di sostituzione a doppia chiave. La parola base è RIMINI e l’alfa-
beto, un alfabeto ‘reciproco’. La cifratura imperiale era fondata quasi esclusivamente sulle
tavole di cifratura e di decifratura, dove le lettere, le sillabe e le parole erano sostituite da
numeri. Per maggiori dettagli, cfr. ROUCAUD, cit., pagg. 84 e ss.
(44) Cfr. tra gli altri Correspondance générale, cit., Tomo Sesto, lettera n. 1362, 30 settembre 1806, al
fratello Luigi, Re di Olanda, o ibid, Tomo VII, lettera n. 15528, del 4 maggio 1807 al fratello
Giuseppe, Re di Napoli, pag. 743. Il discorso sull’uso della cifra da parte di Napoleone è
molto interessante e richiederebbe un saggio dedicato esclusivamente all’argomento.
(45) Cfr. ROUCAUD, cit., pag. 91 e SHD, DAP 1 K 543.
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