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NAPOLEONE E I SUOI ‘SERVIZI SEGRETI’



                  Quando il Cavaliere di Luzern, prelevato dai campi di battaglia e degli
             eserciti del Re, fu inviato ambasciatore a Londra, le istruzioni ricevute il 7 gen-
             naio 1788 erano di descrivere nei suoi rapporti lo stato interno dell’Inghilterra,
             quello delle sue forze e delle sue risorse di tutti i generi .
                                                                  (8)
                  Dai rapporti soprattutto sulla flotta inglese, si deduce che le notizie che
             forniva, gli erano state comunicate da un suo agente inviato a Porstmouth . Il
                                                                                    (9)
             Ministro della Guerra aveva anche incaricato il Ministero degli Affari esteri di
             sorvegliare  con  molta  attenzione  movimenti  e  progetti  del  nemico:  quel
             Ministero aveva organizzato al suo interno un Bureau des affaires secrètes.
                  Come  chiaramente  indicato  da  Michel  Roucaud ,  con  l’avvento  della
                                                                  (10)
             rivoluzione e del Direttorio, con l’indubbia influenza di Napoleone, si sviluppa
             un nuovo concetto di raccolta informativa che deve servire a numerosi obiettivi
             e il ‘segreto del Re’ si trasforma lentamente in ‘segreto di stato’, in una moderna
             accezione. Sarà proprio Bonaparte che, avendo utilizzato largamente informa-
             tori fin dalla campagna d’Italia, da Primo Console ridarà forma e sostanza a
             quello che era stato il Gabinetto segreto del Re (e non solo), ma ormai rivolto
             alla sicurezza interna e esterna dello Stato, principalmente, e dei suoi governan-
             ti: ormai era finito il periodo del l’État c’est moi di marca assolutista borbonica.
             Ne iniziava un altro . Egli fu indubbiamente un accentratore anche nel settore
                               (11)
             informativo ma sempre rivolto alla sicurezza interna e esterna dello Stato, oltre
             che della Famiglia Imperiale, durante l’Impero.
                  Il 1789 e la successiva decapitazione del Monarca portarono la Francia a
             essere in guerra praticamente con tutta l’Europa, nella primavera del 1793.
                  È evidente che da Luigi XIII in poi la Francia avesse avuto una rete infor-
             mativa sviluppata che però dipendeva direttamente e esclusivamente dal Re e
             dalle sue inclinazioni personali nella ricerca delle informazioni.
                  Dal 1790 in poi lentamente il sistema cambiò, pur continuando a utilizzare
             militari e alti ufficiali per lo ‘spionaggio’, perché ritenuti degni di fiducia.
                  Un esempio: nell’ottobre 1803 il generale Louis Nicolas Davout, coman-
             dante della piazzaforte di Bruges, comunicava a Napoleone di voler utilizzare


             (8)  Ibid, pagg. 18 e 19.
             (9)  A questo proposito sono molto interessanti i documenti degli Archives du Ministère des Affaires
                  Etrangères,  Parigi,  Recueil  des  instructions  aux  Ambassadeurs.  Angleterre,  t.  III,  pagg.  553  e  ss.,
                  Corrispondenza politica. Documenti a stampa leggibili anche presso la Bibliothéque Nationale
                  François Mitterrand, Parigi.
             (10)  L’ère napoléonienne, apogée du secret de l’État?, in “LE SECRET DE L’ÉTAT, SURVEILLER, PROTEGER,
                  INFORMER  -  XVII-XX  SIÈCLE”,  sotto  la  direzione  di  Sébastien-Yves  Laurent,  Nouveau
                  Monde éditions, Parigi, 2015, pag. 51.
             (11)  V. la Costituzione dell’Anno VIII (1799), art. 47, che disponeva: Le gouvernement pourvoit à la
                  sûreté intérieure et à la défense extérieure de l’État. Già nel 1791, la Costituzione di quell’anno indi-
                  cava, all’art. 7, che la forza pubblica aveva il dovere di assicurare la sicurezza dello Stato.

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