Page 197 - Rassegna 2019-1
P. 197
NAPOLEONE E I SUOI ‘SERVIZI SEGRETI’
Quando il Cavaliere di Luzern, prelevato dai campi di battaglia e degli
eserciti del Re, fu inviato ambasciatore a Londra, le istruzioni ricevute il 7 gen-
naio 1788 erano di descrivere nei suoi rapporti lo stato interno dell’Inghilterra,
quello delle sue forze e delle sue risorse di tutti i generi .
(8)
Dai rapporti soprattutto sulla flotta inglese, si deduce che le notizie che
forniva, gli erano state comunicate da un suo agente inviato a Porstmouth . Il
(9)
Ministro della Guerra aveva anche incaricato il Ministero degli Affari esteri di
sorvegliare con molta attenzione movimenti e progetti del nemico: quel
Ministero aveva organizzato al suo interno un Bureau des affaires secrètes.
Come chiaramente indicato da Michel Roucaud , con l’avvento della
(10)
rivoluzione e del Direttorio, con l’indubbia influenza di Napoleone, si sviluppa
un nuovo concetto di raccolta informativa che deve servire a numerosi obiettivi
e il ‘segreto del Re’ si trasforma lentamente in ‘segreto di stato’, in una moderna
accezione. Sarà proprio Bonaparte che, avendo utilizzato largamente informa-
tori fin dalla campagna d’Italia, da Primo Console ridarà forma e sostanza a
quello che era stato il Gabinetto segreto del Re (e non solo), ma ormai rivolto
alla sicurezza interna e esterna dello Stato, principalmente, e dei suoi governan-
ti: ormai era finito il periodo del l’État c’est moi di marca assolutista borbonica.
Ne iniziava un altro . Egli fu indubbiamente un accentratore anche nel settore
(11)
informativo ma sempre rivolto alla sicurezza interna e esterna dello Stato, oltre
che della Famiglia Imperiale, durante l’Impero.
Il 1789 e la successiva decapitazione del Monarca portarono la Francia a
essere in guerra praticamente con tutta l’Europa, nella primavera del 1793.
È evidente che da Luigi XIII in poi la Francia avesse avuto una rete infor-
mativa sviluppata che però dipendeva direttamente e esclusivamente dal Re e
dalle sue inclinazioni personali nella ricerca delle informazioni.
Dal 1790 in poi lentamente il sistema cambiò, pur continuando a utilizzare
militari e alti ufficiali per lo ‘spionaggio’, perché ritenuti degni di fiducia.
Un esempio: nell’ottobre 1803 il generale Louis Nicolas Davout, coman-
dante della piazzaforte di Bruges, comunicava a Napoleone di voler utilizzare
(8) Ibid, pagg. 18 e 19.
(9) A questo proposito sono molto interessanti i documenti degli Archives du Ministère des Affaires
Etrangères, Parigi, Recueil des instructions aux Ambassadeurs. Angleterre, t. III, pagg. 553 e ss.,
Corrispondenza politica. Documenti a stampa leggibili anche presso la Bibliothéque Nationale
François Mitterrand, Parigi.
(10) L’ère napoléonienne, apogée du secret de l’État?, in “LE SECRET DE L’ÉTAT, SURVEILLER, PROTEGER,
INFORMER - XVII-XX SIÈCLE”, sotto la direzione di Sébastien-Yves Laurent, Nouveau
Monde éditions, Parigi, 2015, pag. 51.
(11) V. la Costituzione dell’Anno VIII (1799), art. 47, che disponeva: Le gouvernement pourvoit à la
sûreté intérieure et à la défense extérieure de l’État. Già nel 1791, la Costituzione di quell’anno indi-
cava, all’art. 7, che la forza pubblica aveva il dovere di assicurare la sicurezza dello Stato.
195

