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CARABINIERI E INTELLIGENCE. L’IMPEGNO ITALIANO IN SOMALIA AFIS (1950-1956)
Era scritto a pagina 45 delle Direttive segrete: Servizio Informazioni. Si
aggiungono alcune Direttive generali circa il servizio di informazioni con riser-
va di regolarlo più esattamente per le parti maggiormente riservate di esso. Le
autorità politiche hanno lo strettissimo dovere di essere precisamente informate
di tutto quanto accade nei territori della loro giurisdizione: dispongono perciò
di organi permanenti a cui spetta, o in via principale, o in via secondaria, tale
compito:
- capi;
- ilalo ;
(15)
- personale nativo in genere;
- gendarmi.
In alcune regioni, tuttavia, e specialmente in quelle della Somalia setten-
trionale, dove l’istituto degli ilalo non faceva parte, come nel Benadir, dell’orga-
nizzazione tradizionale delle cabile, o dove i capi si sono spogliati a malincuore
della loro quasi assoluta potestà di comando delle rispettive genti, l’autorità
politica si trova in condizioni meno agevoli per conoscere tutto quello che acca-
de nel territorio.
Occorre perciò che si sopperisca, anche con mezzo d’informatori perma-
nenti o occasionali, a siffatta deficienza. Bisogna in tal caso guardarsi da taluni
elementi seminatori di discordie, quali potrebbero cercare di trarre da queste
particolari situazioni vantaggi personali in danno della pubblica pace e tranquil-
lità, costituendo piccole cricche o camarille con il personale nativo addetto alle
residenze e ai commissariati regionali, per cercare di ottenere la sistemazione
dei propri protetti.
A ogni modo l’amministrazione deve sempre sapere come i commissari
regionali sopperiscano a questo servizio di informazioni e di quali elementi -
soprattutto per quanto riguarda di informatori stabili - si giovino. Di essi occor-
re sempre bene conoscere ogni precedente. Nel comunicare le informazioni
dovrà sempre indicarsi se si tratta di informazioni controllate di semplici voci.
Quanto si è detto riguarda solo le informazioni da raccogliere dell’interno
del territorio… .
(16)
(15) Gli ilalo erano degli agenti politici di collegamento con le cabile. La loro funzione e il loro
impiego dipendeva soprattutto dalle scelte accurate fatte nel reclutamento. Dovevano essere
assoldati in numero presumibilmente proporzionale tra le cabile dipendenti da ogni Residenza,
preferendo i figli di Capi dei notabili o almeno appartenenti alle migliori famiglie della cabila.
Non erano né agenti di polizia né agenti municipali. Era logico pertanto che divenissero degli
informatori su tutto quello che avveniva nelle cabile alle quali appartenevano, potendo quindi
coadiuvare il Commissario regionale o il Residente e, di conseguenza, anche gli organi infor-
mativi specifici. L’uso degli ilalo proveniva dalle precedenti esperienze informative.
(16) Cfr. AFIS. Direzione AA.CC.PP., Direttive politiche provvisorie, cit. pag. 45.
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