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CARABINIERI E INTELLIGENCE. L’IMPEGNO ITALIANO IN SOMALIA AFIS (1950-1956)



               era  stato  responsabile  dell’Ufficio  Controspionaggio  del  locale  Gruppo
               Carabinieri, distinguendosi per tatto e abilità sia nel settore della polizia militare
               sia in quello del controspionaggio con incarichi di particolare difficoltà e deli-
               catezza…
                    Nell’agosto del 1936 era stato ufficialmente trasferito al Ministero della
               Guerra,  SIM.  Fu  presente  anche  nella  guerra  di  Spagna,  assegnato  alla  6a
               Sezione Carabinieri della Divisione Volontari XXIII Marzo “Fiamme Nere”,
               del Comando Truppe Volontarie (CTV, del generale Mario Roatta, in quegli
               anni anche a capo del SIM); si occupò di controspionaggio agli ordini di Ugo
               Luca e poi di Giuseppe Pièche, anch’essi professionisti del settore.
                    Rientrato in Italia, diresse il Centro CS del SIM a Trieste e dal 28 agosto
               1939 al 22 novembre dello stesso anno fu a capo di quello di Postumia, parti-
               colarmente importante per essere al confine orientale.
                    Nel 1940 tornò in Libia come Capo Centro a Bengasi presso il Comando
               Superiore delle Forze Armate dell’Africa Settentrionale; fondò i Centri di con-
               trospionaggio di Nalut e Zoura, ai confini occidentali della Libia, dove monito-
               rava l’attività informativa francese e le notizie circa un possibile sbarco angloa-
               mericano sulle coste dell’Africa settentrionale, considerato uno degli elementi
               migliori di quel Comando ‘SuperLibia’.
                    Tra la fine del 1942 e il febbraio 1943 aveva operato nel Centro contro-
               spionaggio della Tunisia meridionale collaborando nella raccolta informativa
               con Antonio Nani, successore diretto del generale Ferrara, nel 1953 al comando
               del Corpo di Sicurezza, come già indicato.
                    Tornato in Italia, Brunero fu destinato al Comando Supremo, SIM, nella
               Sezione Bonsignore, diventando, nell’aprile 1943, Capo Centro CS a Genova, città
               dove  si  trovò  l’8  settembre,  rimanendo  in  territorio  nemico  e  passando  alla
               Resistenza.  Liberata  Firenze,  nel  1944  si  presentò  a  quel  Centro  Raccolta
               dell’Arma di Firenze e fu subito reintegrato nella Sezione Bonsignore. Dal 12 set-
               tembre 1944 al 31 dicembre 1946 comandò in Francia un reparto denominato
               Centro speciale n. 1, controspionaggio, che operava nei quadri di un’unità ameri-
               cana, con il compito di rimpatriare numerosi internati o connazionali italiani in
               Francia, in difficili condizioni morali e finanziarie. Rientrato definitivamente in
               Italia il 3 dicembre 1945, nel febbraio successivo fu trasferito al Centro CS a Udine.
                    Dopo aver ricoperto vari incarichi, anche territoriali tra il 1947 e il 1948,
               nel settembre 1949 fu trasferito alla Legione di Napoli con l’incarico di costi-
               tuire il reparto che avrebbe comandato in Somalia, dove sbarcò nel febbraio
               1950 con la responsabilità di comando del Gruppo e del locale Corpo di polizia,
               nel quadro AFIS.


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