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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
In precedenza era stata fonte di non poche preoccupazioni per il
Comando delle Forze di polizia in quanto costrinse a un forzato acceleramento
del processo di sostituzione del personale nazionale con quell’autoctono, dei
comandi territoriali, la anticipata nomina, nel maggio 1956, dei prefetti e dei
commissari distrettuali somale che, molto prima del previsto, furono preposti
rispettivamente alle sei regioni e ai trenta distretti del territorio…
…Lo scrivente non aveva mancato di sostenere, e molto calorosamente, la
necessità che, fino ad almeno due mesi dopo le elezioni politiche (in un primo
tempo previste per l’agosto 1958, mediante le quali deve essere eletta un’assem-
blea costituente che dovrà approvare la costituzione del nuovo Stato e eleggere
il Capo somalo dello Stato stesso), lo Squadrone Blindo corazzato continuasse a
essere costituito esclusivamente- così come era all’epoca - da personale dei
Carabinieri, che l’organico non subisse alcuna riduzione e che il Comando delle
Compagnie mobili continuasse a essere affidato a Capitani dei Carabinieri.
Infatti, lo scrivente, pur essendo intimamente convinto che la polizia potesse
dare pieno e sicuro affidamento (almeno all’ottanta-novanta per cento), anche in
caso di gravi perturbamenti dell’ordine pubblico, non poteva disconoscere che
essa avrebbe potuto non rispondere pienamente - o quantomeno svolgere azio-
ne sfuocata - qualora malauguratamente come vari sintomi inducevano a non
poter escludere - si fosse delineata una frattura profonda e definitiva tra i due
principali gruppi etnici qui esistenti (Darot - Hauis, divisi da una tradizionale
insanabile ostilità), possa in caso di insorgenza, eventualmente anche su spinta
proveniente dall’esterno (Egitto o Yemen) di un movimento a sfondo xenofobo
e di intolleranza razziale religiosa, i cui fermenti si avvertono ormai in tutta
l’Africa orientale, se essa fosse stata messa nell’alternativa di obbedire ai dirigenti
della sua stessa razza religione o agli organi dell’amministrazione fiduciaria italia-
na anche qualora fosse rimasta alle dipendenze di un comandante italiano…
E nel far presente tutto ciò alle autorità responsabili dell’amministrazione
fiduciaria alle quali risale la responsabilità delle decisioni sopraccitate, in materia
di riduzione degli effettivi dell’Arma e di somalizzazione accelerata delle Forze
di polizia, lo scrivente ebbe più volte a richiamarne l’attenzione sull’opportunità
che, in caso di eccezionale perturbamento dell’ordine pubblico, in relazione
anche alla vasta opera di propaganda antioccidentale qui svolta dagli emissari
egiziani e dalla corrente somala loro favorevole; alla situazione internazionale
con i suoi riflessi nelle zone critiche del golfo di Aden e del Kenya, che poteva
da un momento all’altro precipitare con immediate conseguenze locali; al pro-
fondo conflitto interno di carattere politico cabilare che divide le genti somale,
si potesse qui disporre di un contingente di militari italiani che, oltre a salva-
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