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COMMENTARIO AL CODICE DELL'ORDINAMENTO MILITARE
Sul piano del suo concreto esplicarsi, il principio gerarchico, poi, postula
l’esistenza di alcuni poteri ben definiti, spettanti agli organi sovraordinati che
se ne avvalgono nei confronti di quelli subordinati: il potere di ordine, quello
di sostituzione ed, infine, quello di controllo . Ordinare comporta - in
(17)
sostanza - la possibilità di determinare, anche dettagliatamente, il contenuto
della singola azione dell’organo subordinato, in modo che quest’ultimo sia
vincolato all’esatto adempimento di quanto stabilito, con gli eventuali margi-
ni di iniziativa e discrezionalità precedentemente accordati . Sostituire indi-
(18)
ca la possibilità da parte dell’organo sovraordinato di compiere direttamente
quelle attività demandate all’organo subordinato, al verificarsi di circostanze
precedentemente stabilite o in situazioni di emergenza (secondo comunque
regole prefissate) . Il potere di controllo riguarda invece un ampio spettro
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di facoltà attribuite all’organo sovraordinato, le quali vanno dalla possibilità
di verificare il complessivo andamento dell’organo subordinato, attraverso
ispezioni (visite) e, in generale, controlli gestionali o sull’attività, sino alla
possibilità di incidere sui singoli atti, attraverso i poteri di annullamento e di
revoca d’ufficio .
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È chiaro che nel sistema di gerarchia in senso stretto sono anche esperibili
quei poteri amministrativi riconosciuti come operanti nei rapporti interorga-
nici che caratterizzano il modello di gerarchia in senso lato: il riferimento è,
ovviamente, al potere di direzione . Dirigere comporta stabilire obiettivi e
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scopi dell’azione dell’organo subordinato secondo criteri e parametri che
quest’ultimo deve necessariamente tener presenti nel suo operare, salvo
(17) V. CERULLI IRELLI, Corso, cit., 110. Sui poteri caratteristici delle relazioni gerarchiche:
S. CIMINI, La gerarchia come relazione organizzativa tipica dell’amministrazione militare, in
DIRITTO MILITARE, n. 1, 2002, 9 ss. Da ultimo: B. CAVALLO, Teoria e prassi della pubblica
organizzazione, cit., 342 ss.
(18) La tutela di questa funzione nell’ambito militare è talmente pregnante che una sua
violazione può comportare per il soggetto che ha la concreta responsabilità del-
l’adempimento (in quanto titolare dell’organo subordinato o egli stesso organo
monosoggettivo) conseguenze non solo sul piano disciplinare (che è quello proprio
del diritto amministrativo), ma anche - eventualmente - su quello penale (militare).
L’ordine, quindi, “… è contemporaneamente mezzo di veicolazione della volontà
dei superiori e elemento individuativo delle attività militari doverose”: D. BRUNELLI,
G. MAZZI, Diritto penale militare, Milano, 1998, 467 ss.
(19) Questi poteri del superiore gerarchico vengono anche classificati come poteri ine-
renti alla titolarità della competenza dell’inferiore: L. ARCIDIACONO, Gerarchia, cit., 4.
Il potere di sostituzione per il suo contenuto discrezionale e per l’ampia rilevanza del
merito amministrativo è perfettamente riconducibile anche a quel rapporto giuridico
tra organi e uffici, ascrivibile al modello della sostituzione. Modello che rileva nelle
relazioni organizzative nel momento in cui un organo può adottare atti di compe-
tenza di altro organo quando quest’ultimo, nonostante sia tenuto per legge al com-
pimento degli stessi, non si attiva, integrando così un vero e proprio inadempimen-
to: V. CERULLI IRELLI, Corso, cit., 114 ss.
(20) Per un più ampio spettro di poteri attribuiti al superiore gerarchico nella sua posi-
zione di supremazia nei confronti dell’inferiore: T. MARCHI, E. CASETTA, Gerarchia,
in NOV.MO DIG. IT., VII, Torino, Utet, 1968, 808.
(21) V. CERULLI IRELLI, Corso, cit., 111.
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