Page 162 - Rassegna 2018-3
P. 162

ART. 626 GERARCHIA E SUBORDINAZIONE




                  questa impostazione, i vari “uffici militari” non sono titolari ciascuno di spe-
                  cifiche  competenze  prefissate  legislativamente,  ma  tutti  -  nell’ambito  dei
                  compiti loro devoluti dal vertice dell’organizzazione (attribuzione di compiti
                  con valore, quindi, fondamentalmente interno) - perseguono gli stessi fini
                  che il sistema positivo vigente ha fissato per le Forze armate nel loro insie-
                  me .
                     (3)
                  Si può fondatamente dubitare - però - che nel nostro ordinamento giuridi-
                  co-amministrativo sia ancora in vigore (o sia ancora possibile concepire) un
                  sistema di gerarchia in senso stretto (o allo stato puro) , anche in riferimento
                                                                    (4)
                  all’ordinamento militare, in quanto il principio di legalità, costituzionalmente
                  previsto, permea ormai tutta l’organizzazione pubblica, ma è indubbio che il
                  sistema militare nella sua struttura e nel concreto dispiegarsi sia un sistema
                  fondamentalmente gerarchico.
                  In  questo  settore,  inoltre,  è  importante  mantenere  fermo  il  precedente
                  distinguo: nell’ambito dell’ordinamento militare esiste una gerarchia ammi-
                  nistrativa (un modello organizzativo che disciplina i rapporti interorganici tra
                  i vari uffici di uno stesso apparato) e quella comunemente definita “gerarchia
                  militare”, in cui si fonda l’essenza della disciplina militare e delle relazioni di
                  servizio tra tutto il personale. È stato giustamente messo in luce come pro-
                  prio all’interno delle Forze armate i rapporti gerarchici assumono una parti-
                  colare connotazione soggettiva, tant’è che gli stessi rapporti gerarchici appa-
                  iono non come relazioni fra uffici astrattamente costituiti, ma tendono a per-
                  sonalizzarsi in modo accentuato : la dinamica relazionale, quindi, ha come
                                                (5)
                    distribuisce compiti e mansioni lungo la scala gerarchica, fissando rigidamente con-
                    nessioni e rapporti interorganici: G. MARONGIU, Gerarchia, cit., 620 ss.
               (3)   La dottrina militare (da cui il modello di gerarchia in senso stretto ha tratto sostan-
                    zialmente ispirazione ed ha mutuato postulati e corollari) ha - da sempre - elaborato
                    propri principi di azione che rappresentano il tessuto connettivo attraverso cui si
                    svolge la funzione di comando e controllo, funzione tesa essenzialmente a dirigere
                    e coordinare i vari sforzi delle unità dipendenti affinché “i risultati conseguiti ai vari
                    livelli, risalendo verso il vertice, assicur(i)no l’assolvimento del compito generale”:
                    Stato Maggiore Esercito - III Reparto - Ufficio Regolamenti, Memoria sull’impiego
                    delle Grandi Unità (Il comando e controllo), IV, Roma, 1987, 5 ss. Catena di coman-
                    do e cascata dei compiti sottolineano proprio come gli organismi militari non hanno
                    competenze (in senso amministrativo) speciali, ma assolvendo i compiti definiti dagli
                    organi sovraordinati perseguono tutti lo stesso scopo (anche se attraverso i partico-
                    lari obiettivi assegnati al proprio livello ordinativo).
               (4)   Il modello gerarchico è ormai ritenuto dalla dottrina recessivo, soprattutto a seguito
                    della piena attuazione dei principi costituzionali in tema di legalità dell’azione ammini-
                    strativa e, in generale, della riserva di legge in materia di sfere di competenza, attribu-
                    zione e responsabilità: G. MARONGIU, Gerarchia, cit., 627 s.; L. ARCIDIACONO, Gerarchia
                    amministrativa, in ENC. GIUR., XV, Roma, Treccani, 1989, 6 ss.; F. S. SEVERI, Gerarchia e
                    rapporti interorganici, in DIG. - DISC. PUBBL., VII, Torino, Utet, 1991, pp. 140 ss. Di diver-
                    so avviso: B. CAVALLO, Teoria e prassi della pubblica organizzazione, Milano, 2005, 336 ss.
               (5)   Per tutti: V. BACHELET, Disciplina militare e ordinamento giuridico statale, Milano, 1962, 5
                    ss. Per gli aspetti più moderni dell’attuale configurazione dello strumento militare, in
                    relazione anche alla maggiore importanza della gerarchia tra persone rispetto a quel-
                    la tra organi, da ultimo: A. INTELISANO, Introduzione ai principi della disciplina militare,
                    in S. RIONDATO, Il nuovo ordinamento disciplinare delle Forze armate, Padova, 1995, 14 ss.
                                                                                        161
   157   158   159   160   161   162   163   164   165   166   167