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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
Una terza motivazione riguarda la qualità dell’Amministrazione pubblica,
elemento essenziale per assicurare una programmazione adeguata e una gestio-
ne efficiente dei progetti. Gli studi di valutazione della Politica di Coesione
hanno evidenziato, tra i fattori che influiscono sull’efficacia di questa politica, la
presenza di istituzioni funzionanti, politiche nazionali adeguate e livelli elevati
di efficienza nella pubblica amministrazione.
Le regioni che hanno saputo recuperare il loro ritardo sviluppando prassi
amministrative, capacità organizzative e competenze professionali necessarie a
interagire, sia con la Commissione che con le Autorità nazionali e gli operatori
locali, sono anche le regioni che hanno registrato i maggiori successi in termini
di convergenza economica.
Esemplare è il caso dell’Irlanda che, grazie anche ad interventi significativi
attivati per la formazione interna di capitale umano, ha creato le condizioni per
ridare competitività al suo sistema produttivo: il reddito pro capite è passato dal
sessantaquattro per cento rispetto alla media comunitaria nel 1989 a oltre il cen-
toquaranta per cento nel 2010. Risultati altrettanto positivi sono stati ottenuti
dalla Spagna e dalla Germania .
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Le regioni che, al contrario, non hanno saputo sfruttare le opportunità
derivanti dalle maggiori risorse messe a disposizione dall’UE con la Politica di
Coesione e dagli Stati membri per la parte di cofinanziamento, hanno registrato
dinamiche di crescita inferiori alla media comunitaria.
Tutte le regioni italiane più sviluppate, e non solo quelle del Sud d’Italia
che continuano a percepire la parte più consistente delle risorse europee, sono
oggi interessate dalla Politica di Coesione alla quale ricorrono per circa un terzo
delle risorse comunitarie per destinarle allo sviluppo delle imprese, agli investi-
menti in istruzione, nelle nuove tecnologie e nella ricerca. Gestire i fondi strut-
turali richiede elevate competenze professionali e, forse, troppa attenzione è
stata dedicata a cercare competenze “esterne” alle amministrazioni pubbliche,
oggi fruibili principalmente attraverso il ricorso all’assistenza tecnica fornita da
società di consulenza, più che investire nel rafforzare la qualità della loro gover-
nance, migliorando la professionalità e la qualificazione del personale chiamato
a gestire le tematiche dello sviluppo locale, favorendo la crescita delle compe-
tenze richieste dai processi di ammodernamento e ristrutturazione delle istitu-
zioni nazionali e regionali responsabili dei programmi comunitari, coinvolgen-
do nel modo più ampio possibile, in tutte le fasi di attuazione della Politica di
Coesione, i cittadini e la società civile.
(23) Commissione europea, Sesta Relazione sulla politica di coesione economica, sociale e terri-
toriale, 2016.
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