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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
L’assenza di una visione strategica di lungo periodo, la frammentazione
delle risorse in un numero eccessivo di interventi, la carenza di personale con
competenze e tecniche di valutazione adeguate in grado di selezionare, nella
fase di programmazione e attuazione dei programmi operativi, gli interventi a
maggiore impatto sullo sviluppo regionale o locale sono tra i motivi principali
che hanno influito sulla qualità della spesa e sui ritardi evidenziati nella capacità
di spendere e certificare gli interventi finanziati dai fondi.
A conclusione dello studio, anche nell’intento di attenuare alcuni rilievi
critici emersi sull’efficacia della Politica di Coesione, si avanzano le seguenti
considerazioni. Nel valutare l’efficacia della Politica di Coesione a livello regio-
nale non si può non tener conto dell’impatto certamente più consistente, in ter-
mini di risorse finanziarie e interventi strutturali, prodotto dalle politiche dei
governi nazionali e regionali. Occorre ricordare, infatti, che la spesa media dei
Paesi membri dell’UE destinata a sostenere il reddito e a fornire servizi di base
alla popolazione si aggira intorno a valori superiori al quaranta-cinquanta per
cento del loro Pil, mentre la Politica di Coesione, sempre in relazione al reddito
pro capite, influisce per un importo di gran lunga inferiore, tra lo 0,03 e lo 0,2
per cento per i Paesi dell’UE-15 (Portogallo, Grecia e Spagna esclusi) e valori
superiori per i Paesi del Baltico (2,3-3 per cento), per Polonia (2,1 per cento) e
Ungheria (2,3 per cento). Se differenziare il contributo alla crescita regionale
dato dai Fondi strutturali rispetto a quello apportato dalle risorse nazionali
appare un esercizio di non facile quantificazione per i motivi discussi nello stu-
dio, è tuttavia possibile affermare che il sostegno finanziario apportato dai
Fondi strutturali è risultato fondamentale, specie nei riguardi delle regioni meno
favorite e tenuto conto della contrazione registrata nella spesa pubblica in tutti
gli Stati dell’UE a causa della crisi economica e finanziaria.
Una seconda considerazione riguarda più specificatamente l’esperienza
delle regioni italiane. Si ha l’impressione, confermata anche da altri studi (27) che
l’attenzione (anche eccessiva) dedicata, soprattutto dai media, al cattivo utilizzo
delle risorse comunitarie e alla ricerca delle responsabilità, attribuite principal-
mente all’inefficienza delle amministrazioni delle regioni meno sviluppate del
Meridione, nasconda, in realtà, la non volontà di approfondire altre possibili
cause degli scarsi risultati ottenuti nei trenta anni di attivazione della Politica di
Coesione. Le difficoltà incontrate nell’ultimo ciclo di programmazione conse-
guenti alla crisi pongono in evidenza l’importanza delle condizioni e delle poli-
tiche macroeconomiche interne ed esterne al perimetro dell’UE.
Delle condizioni esterne, l’esistenza di situazioni di crisi a livello globale, si è
(27) VIESTI 2015; PETRAGLIA, PROVENZANO 2017.
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