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30 ANNI DI POLITICA DI COESIONE IN ITALIA



                    La programmazione dei fondi strutturali è un processo decisionale che,
               per il principio di sussidiarietà, deve partire sempre più dal basso, dalla indivi-
               duazione dei fabbisogni del territorio e delle opportunità da valorizzare attra-
               verso il ricorso alle risorse europee. È un processo che deve coinvolgere tutti
               gli attori dei Fondi, rafforzare le competenze amministrative ma, anche, contri-
               buire, a formare, partendo in particolare dalle nuove generazioni, profili profes-
               sionali e tecnici rispondenti alla domanda di lavoro qualificato proveniente dalle
               imprese produttive e dai servizi.
                    Progressi concreti in questa direzione sono stati realizzati in molte regioni
               italiane grazie anche alle ingenti risorse assegnate dai fondi strutturali alla for-
               mazione sistematica, e spesso obbligatoria, del personale amministrativo, allo
               sviluppo di iniziative di e-learning, reti di conoscenze e condivisione di buone
               prassi per il potenziamento delle capacità amministrative delle Autorità respon-
               sabili dei programmi.
                    Molto resta ancora da fare, oltre alla semplificazione delle procedure e alla
               riduzione dei molteplici soggetti istituzionali coinvolti nell’attuazione dei pro-
               grammi comunitari, per migliorare la capacità decisionale e di controllo delle
               amministrazioni locali.
                    Ulteriori elementi di riflessione sulle modalità di attuazione dei programmi
               operativi nascono dalle innovazioni più recenti, non sempre migliorative, intro-
               dotte dalle Autorità nazionali negli ultimi due cicli di programmazione.
                    Un  primo  elemento  di  riflessione  è  dato  dalle  decisioni  assunte  dalle
               Autorità di governo nel 2011 e nel 2013 nel tentativo di velocizzare la spesa,
               specie quella in conto capitale e al tempo stesso, dare unitarietà finanziaria e
               programmatica all’insieme delle risorse nazionali destinate al riequilibrio econo-
               mico e sociale delle aree sottoutilizzate. Con la decisione del 2011 il Fondo
               introdotto nel 2003 per le aree sottoutilizzate (FAS) viene sostituito dal Fondo
               per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) le cui risorse sono destinate a finanziare,
               garantendone l’articolazione temporale e la complementarietà con la program-
               mazione dei fondi strutturali, progetti strategici, sia infrastrutturali che immate-
               riali, in ambito nazionale, regionale ed interregionale.
                    Sempre nel 2011 una seconda decisione ha riguardato, in una situazione
               emergenziale determinata dal basso livello di spesa maturato ad un anno dalla
               scadenza del ciclo di programmazione 2007-2013 e dalla richiesta di riprogram-
               mazione dei fondi per la ridotta capacità di cofinanziamento nazionale e regio-
               nale, lo spostamento di un volume imponente di risorse (13,4 miliardi di euro)
               nel Piano di aAzione e Coesione (PAC) per il Sud con la scopo di rilanciare i
               programmi in forte ritardo concentrando le risorse su azioni prioritarie.


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