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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
Nel volume sulle politiche economiche dell’UE , prendendo spunto dai
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risultati di uno studio sui fondi strutturali prodotto da Viesti e Longo (2014),
ho accennato ad alcune motivazioni che mi sembra conservino tutta la loro vali-
dità. La prima motivazione è collegabile a ragioni di carattere politico più che
economiche.
L’utilizzo delle risorse della Politica di Coesione sembra, infatti, risponde-
re più a una visione di breve periodo, i vantaggi immediati che la realizzazione
dell’iniziativa può portare ai politici locali e ai loro sostenitori (nella costruzione
di una infrastruttura, nella realizzazione di interventi a favore delle imprese,
nella produzione di servizi sociali per la popolazione ecc.), che non a una visio-
ne strategica di più lungo periodo che guarda ai fabbisogni dell’intera popola-
zione e alla sostenibilità nel tempo degli investimenti, cercando anche il neces-
sario raccordo con le politiche nazionali.
Se manca l’elemento di continuità degli interventi decisi dai governi locali
e se le opere pubbliche realizzate o i servizi attivati non sono mantenuti e gestiti
nel tempo in modo efficiente, specie per le opere che hanno per loro natura un
impatto su più regioni o sull’intero Paese (le infrastrutture di trasporto, le reti
di comunicazione, i progetti di innovazione tecnologica), per consentire che la
fruizione dei benefici prodotti da queste iniziative si prolunghi nel lungo perio-
do, l’impatto dei fondi risulta inevitabilmente più contenuto. A ciò si deve
aggiungere che le diverse fasi in cui si articola l’attività di programmazione dei
documenti nazionali e regionali da sottoporre alla valutazione ed approvazione
della Commissione (con riferimento all’ultimo ciclo, Quadro Strategico
Comune, Accordo di Partenariato, Programmi Operativi Nazionali e
Regionali ) richiedono tempi di elaborazione molto lunghi e conseguentemen-
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te forti ritardi nelle decisioni politiche da assumere.
Una seconda motivazione riguarda la numerosità degli interventi presi a
riferimento dai fondi strutturali.
(19) TRIULZI 2016.
(20) Il Quadro Strategico Comune è l’insieme di disposizioni che fornisce a tutti gli Stati membri
gli “orientamenti strategici per agevolare il processo di programmazione e il coordinamento
settoriale e territoriale degli interventi dell’Unione nel quadro dei fondi SIE con altre politi-
che e strumenti pertinenti dell’Unione”. L’Accordo di partenariato è il documento che defi-
nisce la strategia e le priorità di intervento di ogni Stato membro, nonché le modalità di
impiego dei fondi europei strutturali (Fondi SIE), con l’obiettivo di perseguire una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva. Il documento risultato di un partenariato multi-livello
(istituzionale, economico, sociale e della società civile), viene approvato dalla Commissione
Europea in seguito a un percorso di valutazione e dialogo con lo Stato interessato: una volta
approvato, l’Accordo definisce “gli impegni” tra le parti. Sulla base dei contenuti fissati
dall’Accordo, sono definiti i Programmi Operativi, regionali e nazionali. Regolamento (UE)
1303/2013.
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