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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
L’introduzione di principi comuni per la gestione delle risorse dei Fondi
era, dunque, una condizione necessaria per passare da politiche regionali quali-
tativamente e quantitativamente limitate e scarsamente coordinate con le poli-
tiche nazionali ed europee ad una Politica di Coesione che vedeva nell’arretra-
tezza delle regioni dei dodici Stati membri e nel loro sviluppo asimmetrico un
ostacolo alla realizzazione degli obiettivi che la Comunità europea, consapevole
dei ritardi accumulati nel raggiungimento dei traguardi fissati dal Trattato di
Roma , si era posta con l’approvazione dell’Atto Unico Europeo. Una condi-
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zione necessaria ma non sufficiente, come vedremo nel commentare i risultati
della Politica di Coesione, a garantire a tutte le regioni in ritardo di sviluppo per-
corsi di successo nel ridurre le distanze dalle regioni più sviluppate.
I principi di base introdotti per guidare le politiche dell’Unione sono stati,
nei diversi cicli di programmazione dei fondi, successivamente rivisti. Nuovi
obiettivi sono stati introdotti per fare fronte alle modifiche intervenute nelle
condizioni economiche e sociali degli Stati membri, sono state apportate sem-
plificazioni alle procedure di gestione dei fondi per tenere conto delle difficoltà
incontrate dalla singole Amministrazioni, si è data maggiore attenzione al rac-
cordo tra obiettivi e risultati migliorando i sistemi di valutazione dell’efficacia
degli interventi da realizzare, si è data priorità all’analisi dei contesti territoriali
per meglio rispondere alle esigenze e alle aspettative delle comunità locali .
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Nonostante le numerose modifiche introdotte dai regolamenti comunitari
per rafforzare il ruolo e le responsabilità dello Stato e delle Regioni nella gestio-
ne e nel controllo della Politica di Coesione e per semplificarne le procedure di
attuazione, si può sostenere che la struttura portante dei fondi strutturali sia
rimasta sostanzialmente inalterata nelle sue caratteristiche complessive.
I ritardi che alcune amministrazione, sia a livello nazionale sia locale,
hanno manifestato nel recepire e implementare i regolamenti della
Commissione e, soprattutto, le difficoltà economiche attraversate dai singoli
Paesi membri, così come avvenuto negli anni Novanta e nell’ultimo ciclo 2007-
2013 in conseguenza della crisi, hanno accentuato la ricerca di soluzioni, sia per
il controllo formale delle regole contabili che per l’accelerazione dei livelli di
spesa (onde evitare la restituzione delle risorse assegnate), che hanno portato ad
un sistema di gestione della Politica di Coesione che resta lontana dal raggiun-
gimento degli obiettivi di efficienza economica e distributiva perseguiti dalla
Commissione .
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(8) Libro Bianco sul completamento del mercato unico 1985.
(9) BARCA 2012.
(10) Critiche sono state avanzate anche alle modalità con le quali la Commissione individua le
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